Home Hi-Tech Android World Intel consegna la pillola della morte ai processori Sandy Bridge

Intel consegna la pillola della morte ai processori Sandy Bridge

I processori Sandy Bridge di Intel vanteranno una tecnologia anti-taccheggio che la casa produttrice ha denominato “Anti-Theft 3.0”. Il processore potrà essere disabilitato a distanza anche senza collegamento a Internet e persino a computer spento sfruttando una connessione 3G. David Allen, direttore addetto alla distribuzione per Intel North America, ha dichiarato a ITBusiness che in questo modo gli utenti avranno la possibilità di impedire l’accensione dei computer smarriti o rubati, disattivando in remoto il processore.

La possibilità sembra interessante per chi vuole proteggere il loro computer ma potrebbe essere una scelta non sufficiente: i dati importanti, infatti (documenti, foto e altro) spesso si trovano sui dischi rigidi e nessuno può impedire a un ladro di togliere il disco rigido da un computer o un notebook rubato e leggere i dati su un diverso sistema.

Sul Mac, un buon metodo per proteggere i dati presenti nel disco rigido da occhi indiscreti consiste nell’abilitare FileVault, un sistema di codifica che utilizza la cifratura AES-128 (Advanced Encryption Standard con chiave a 128 bit) permettendo di cifrare i documenti della cartella home degli utenti, mettendo al sicuro le informazioni nel caso in cui il computer venga rubato o perso. Il sistema ha pro e contro: il vantaggio è l’impossibilità per terze parti di accedere ai dati, lo svantaggio è che in caso di rottura del disco rigido, questo è illeggibile anche da noi stessi.

Tornando alla tecnologia di protezione pensata da Intel, resta da vedere se questa è abilitata o no per default e se e in che modo l’utente abbia il pieno controllo della stessa. Con l’apertura dell’App Store a luglio del 2008, Apple rese nota l’implementazione nell’iPhone di un sistema denominato Switch Killer che consente, in casi estremi (esempio, applicazioni che dovessero in modo fraudolento accedere al telefono o a dati riservati) di disattivare a distanza eventuali applicazioni. Fino ad oggi questo meccanismo non è stato mai utilizzato e Steve Jobs, il CEO di Apple, in un’intervista di alcuni anni addietro dichiarò al Wall Street Journal di “sperare di non doverlo mai utilizzare” e anche che sarebbe stato da irresponsabili non premunirsi di un simile sistema di sicurezza. All’epoca seguirono un mare di polemiche, con titoloni anche sulla stampa italiana non specializzata, sul presunto controllo stile grande fratello da parte di Apple, confondendo il meccanismo di sicurezza, con (assolutamente falsi) meccanismi da incubo per l’accesso ai dati dell’utente.  Tali polemiche non si sono però ripetute quando si è scoperto che anche Google ha implementato negli smartphone con Android un meccanismo simile e non si sono ripetute neanche in questi giorni quando si è scoperto che anche Microsoft ha adottato un “kill switch” per annullare a distanza eventuali applicazioni pericolose. 

Ricordiamo che Intel dovrebbe lanciare Sandy Bridge durante il CES di Las Vegas e assai probabilmente queste macchine dovrebbero debuttare in quell’occasione, ovvero ad inizio gennaio. È pressoché certo che Apple seguirà con portatili MacBook Pro basati sullo stesso processore anche la data di lancio al momento resta molto incerta. Secondo alcune fonti la presentazione della nuova serie di portatili potrebbe essere fissata ad inizio febbraio, secondo i più pessimisti spingersi fino ad aprile.

[A cura di Mauro Notarianni]

Offerte Speciali

Pubblicità
Pubblicità

Seguici e aggiungi un Like:

64,937FansMi piace
93,806FollowerSegui