HomeCasaVerdeSmartIntervista a Domethics su Adriano, incontro tra smart home ed economia circolare

Intervista a Domethics su Adriano, incontro tra smart home ed economia circolare

Presentato al CES di Las Vegas e da poche ore su Kickstarter per un primo round di finanziamento, Adriano combina un hub domotico compatto ed essenziale con l’etica dell’economia circolare (non è un caso che l’azienda che lo propone si chiami Domethics) recuperando all’uso quotidiano smartphone e tablet di generazioni meno recenti che diventano schermo, microfono e telecamera per gestire tutti gli aspetti della casa smart.

Dopo la presentazione al CES discutiamo del progetto con uno dei suoi creatori, Mirko Bretto che abbiamo incontrato in diverse occasioni in passato fra tra i creatori del progetto Alyt che tra è stato tra i primi gateway multiprotocollo disponibii sul mercato e sopratutto pensato e realizzato totalmente nel nostro paese.

Intervista a Domethics su Adriano, incontro tra smart home ed economia circolare

“Adriano è un dispositivo hardware che permette di trasformare computer, smartphone e smart TV in un gateway che consenta di collegare e controllare qualsiasi dispositivo IoT collegato all’interno dell’appartamento.”

– Partiamo da questa dichiarazione: con quali dispositivi “di recupero” è compatibile Adriano? Sicuramente tablet e smartphone Android ma c’è la possibilità anche di usare un PC o un dispositivo Mac o un iPhone?

La compatibilità relativamente agli smartphone ai tablet ha come requisito minimo per Apple, iOS 11(2017), a partire dell’iPhone 6 a salire, iPhone SE, iPad Pro, iPad 5gen. Per quanto riguarda ANDROID, tutti i dispositivi smartphone e tablet con almeno Android 5 (2014). 

Il prossimo step sarà l’integrazione con le smart TV attraverso la connessione Bluetooth. 

Intervista a Domethics su Adriano, incontro tra smart home ed economia circolare

Questo step è stato ritardato, purtroppo, dal fatto che in Europa non esistano più produttori di smart tv e quindi è difficile aprire con loro delle relazioni. La suggestione con i PC e i Mac è molto interessante, e tecnicamente fattibile sempre via Bluetooth, ma per il momento non è una strada che vorremmo percorrere, siamo più focalizzati sul tema del riuso di tablet e smartphone, mentre ci piacerebbe dall’anno prossimo allargare l’integrazione anche agli elettrodomestici, magari usando l’intelligenza di un frigo smart. 

– Il nome Adriano è ispirato ad un particolare illustre personaggio piemontese?

Il nostro team è composto prima di tutto da appassionati di tecnologia, e l’orgoglio di essere italiani, non può che sposarsi con la passione per Olivetti. Il prodotto si chiama Adriano, proprio in onore di Adriano Olivetti, e da olivettani convinti, crediamo che la tecnologia debba avere sempre delle ricadute positive sulla società, per questo Adriano rientra nello spirito dell’economia circolare. 

– Fisicamente e funzionalmente di cosa si tratta? 

Si tratta di un hardware che associato via Bluetooth con i vecchi smartphone e tablet, li trasforma in gateway per la smart home, perchè mette a disposizione del dispositivo con cui è associato, protocolli di comunicazione come lo zigbee, il bluetooth 5 e in futuro anche lo Zwave, con cui controllare i dispositivi intelligenti presenti in casa o in ufficio. 

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– Adriano è in qualche modo figlio dell’esperienza con ALYT? Cosa portate del vostro vecchio progetto in Domethics?

In realtà no, l’esperienza con Alyt si è conclusa anni fa, l’allora proprietario dell’azienda decise di proseguire con altri progetti mentre una parte del team, decise di continuare a collaborare perchè sapevamo che questo mercato aveva grandi potenzialità.

Ripartimmo da zero con questa nuova idea dopo una profonda analisi del mercato, e soprattutto dopo aver analizzato le motivazioni per cui i prodotti legati alla smart home non avessero ancora “bucato” realmente il mass market. Costi alti dei prodotti ma soprattutto una sorta di “paura” da parte dei consumatori, ad approcciarsi alla tecnologia, per questo alla base del progetto ci sono gli smartphone, perchè è il prodotto tecnologico più familiare al consumatore finale. 

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– Mentre le aziende si occupano della smart home cercano a tutti costi la compatibilità con gli assistenti vocali voi usate lo schermo di uno smartphone anche di vecchia produzione per proporre una interfaccia touch a basso costo. A parte i costi quali sono i vantaggi per l’utente e per la casa?

In realtà anche noi siamo convinti che “la migliore interfaccia sia nessuna interfaccia”, quindi la voce rimane uno strumento potentissimo, infatti gli smart speaker sono nella nostra pipe line per le integrazioni (la prima sarà Alexa e poi a seguire Google Home), hanno avuto il grande merito  aprire letteralmente questo mercato, il problema è che gli utenti, li usano in modo limitato ed è qui che entra in scena un prodotto come ADRIANO, che può interfacciassi con loro e permettere all’utente maggiore libertà perchè aggiunge più protocolli. Inoltre, abbiamo lavorato moltissimo sulla UX, l’interfaccia utente, perchè l’esperienza utente deve essere realmente semplice. 

– Adriano è di fatto un gateway che connette lo schermo ai sensori, attuatori della casa. Ha in più un sensore di presenza, un sensore di gesture e gli strumenti quali telecamera e microfono “presi in prestito” dallo smartphone o tablet che lo controllano. Gli standard sono tutti quelli correnti, con quanti dispositivi può essere compatibile ad oggi? Ci sono problemi particolari con alcuni accessori Z-wave o Zigbee? Potete accedere a tutte le opzioni di programmazione dei protocolli? 

Abbiamo deciso di scaglionare l’integrazione dello Zwave in fase due, in modo da ridurre il time to market, dando precedenza allo Zigbee anche per la maggiore facilità di integrazione. Tecnicamente, supportando i protocolli standard, una volta integrata una famiglia di dispositivi, sono poi tutti compatibili. Lo Zwave tecnicamente prevede invece l’integrazione dei dispositivi singolarmente. Abbiamo sviluppato un motore di regole che permette di far interagire device con protocolli differenti, simultaneamente e lo fa localmente, questo ci mette al riparo dai rischi dell’assenza di connessione con il cloud.

– Possiamo sperare che sia compatibile anche con Thread e Matter in futuro?

In realtà il modulo che utilizziamo per la connettività zigbee e bluetooth5 supporta già Thread e stanno lavorando su Matter, quindi tecnicamente sono già compatibili, manca ovviamente ancora lo sviluppo software da parte nostra. Per il momento abbiamo preferito focalizzarci su Zigbee per arrivare sul mercato in tempi brevi e perchè commercialmente ci garantiva già l’accesso ad un numero ampio di dispositivi. 

– Adriano colloquierà anche con gli altri sistemi domotici con controllo vocale?

Certo, sono tra le nostre priorità di integrazione. La nostra mission prevede proprio di permettere a chiunque, di accedere al più ampio ecosistema di prodotti e servizi per la smart home, quindi comprende anche gli smart speaker, che hanno avuto il grande pregio di allargare il mercato.

– Quali tipi di applicazioni “terze” possono essere collegate al funzionamento della smart home? 

In realtà, ADRIANO è stato pensato proprio per agevolare la veicolazione di questi servizi. Al momento sul mercato, non ci sono strumenti realmente efficaci sia tecnicamente che economicamente, per permettere ad aziende come telco, assicurazioni, utility o società che vogliano creare

– Si potranno collegare più Adriano in una stessa casa o lasciare un Adriano a fare da gateway e altri smartphone di recupero a fare da pannello di controllo dislocato in altre aree della casa?

Nella nostra architettura è previsto l’utilizzo di un solo adriano per abitazione o ufficio, ma gli altri smartphone o tablet possono essere usati come pannelli di gestione, ad esempio tenendone uno sul comodino come telecomando remoto per tutto ciò che è connesso. I protocolli che gestiamo, sono mesh, ciò significa che alcuni sensori come la presa della corrente, o la lampadina,  possono funzionare anche da ripetitori, questo garantisce una copertura anche su appartamenti o casi di medie dimensioni, ovviamente serve valutare caso per caso.

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– Utilizzando smartphone con sistemi operativi non aggiornatissimi o non più aggiornabili non c’è pericolo che questi possano essere più facilmente hackerabili? 

Dipende l’uso che si fa del dispositivo, se oltre ad usarlo per Adriano, lo si usa per navigare o con altre app, ci potrebbero essere dei rischi, ma se, come suggeriamo noi, il dispositivo viene dedicato completamente ad Adriano, i rischi si riducono fino ad azzerarsi. Inoltre, abbiamo aggiunto sul nostro hardware un security element pensato per criptare tutti i dati raccolti in locale, in questa maniera possiamo ulteriormente salvaguardare la privacy degli utenti anche in caso di condivisione dei dati con servizi di terze parti. 

In bocca al lupo agli amici di Domethics e se credete nel loro progetto valutate un un acquisto anticipato su Kickstarter: le premesse per un successo all’insegna dell’economia circolare ci sono tutte e l’investimento base è relativo.

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