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iTunes per Android e streaming: Apple cerca alternative al calo delle vendite di musica

Apple potrebbe rilasciare una applicazione iTunes per Android. Quello che Jobs avrebbe definito “The Hell froze Over”, l’inferno che ghiaccia, viene prospettato da un articolo di Billboard, una fonte molto informata in fatto musica e spettacolo.

Secondo la rivista, Apple avrebbe valutato e starebbe ancora valutando l’opportunità di creare una versione Google della stessa App che vediamo su iPhone e iPad (una idea che aveva avuto Steve Wozniak), nel contesto di una strategia di vasta portata che parte dalla constatazione che le vendite di musica in digitale sono in calo. Apple, come abbiamo già riferito altrove, si starebbe rendendo conto che nell’era di Spotify e Pandora, continuare a puntare quasi tutte le sue carte sulla vendita di brani o album non pagherà più e sta cercando di ampliare il mercato. Un negozio di musica per Android che controlla in alcuni paesi anche l’80% del mercato mobile sarebbe una delle mosse contemplate.

Al momento chi ha un cellulare Android può usare applicazioni non ufficiali navigare (non acquistare) la musica iTunes, ma Apple in precedenza non ha mai manifestato alcun interesse per un’applicazione ufficiale. La strategia di Cupertino è molto diversa da quella di Google che invece ha applicazioni native per iTunes per tutti i suoi negozi di contenuti digitali: Google Play Music, Google Books, Google Play Movies & TV. La ragione per cui Apple non ha mai sviluppato un’app nativa, è ovviamente nel fatto che in passato iTunes era un fattore di vendita per l’hardware Apple. Google non ha invece un hardware specifico da spingere; il suo business è suoi contenuti e sui servizi e per questa ragione sfruttare una piattaforma come iOS è sempre stato giudicato un vantaggio.

pandora iTunes per Android

L’applicazione per Android, come accennato, sarebbe parte di una strategia su più livelli e non sarebbe neppure la più importante. Molto più strategico potrebbe essere l’ingresso nel campo della musica in streaming e in abbonamento, quindi in concorrenza con Spotify, Pandora e YouTube. Questi servizi, come ricorda Billboard, nel corso del 2013 hanno generato 1,4 miliardi di fatturato in abbonamenti, pubblicità e licenze, il 39% in più rispetto al 2012, il fatturato da download è calato del 3,2%. Secondo la IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) il fatturato da streaming è aumentato del 51%, quello da download è calato del 2,1%. Le cose non stanno andando meglio quest’anno: Nielsen Sounscan ha riscontrato un calo del 13% delle vendite di album in digitale e dell’11% per i singoli nella settimana terminata il 9 marzo rispetto allo stesso periodo del 2013.

Apple, riferisce la testata giornalistica, aveva sperato che iTunes Radio sarebbe stato un sistema per frenare la concorrenza ma questo non si sta rivelando vero, almeno non al livello che Apple aveva ritenuto. Alcuni manager di case discografiche riferiscono che, ad esempio, Pandora ha avuto un lieve calo inizialmente per effetto del lancio di iTunes Radio, ma ora c’è stata una inversione di tendenza ed il servizio di musica in streaming è tornato a crescere mentre i download, come accennato, calano. Apple starebbe quindi sondando le case discografiche per valutare il loro interesse in un vero e proprio servizio a pagamento per musica illimitata con pieno controllo su quel che i clienti possono ascoltare, al contrario di quel che succede con iTunes Radio. L’idea che si sta coltivando a Cupertino è quella di una applicazione separata da iTunes, per creare un servizio indipendente.

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