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Jailbreak iOS 6, tutto pronto ma gli hacker attendono il lancio di iOS 6.1

Attendente impazientemente il jailbreak di iOS 6? Ancora qualche giorno e sarete soddisfatti: il lancio avverrà, pare certo, con il rilascio di iOS 6.1 a dirlo sono numerose fonti connesse alla comunità che sta lavorando alla procedura di sblocco.

Fino ad oggi chi ha acquistato un iPhone 5, un iPad di nuova generazione e un iPad mini e tutti coloro che hanno installato iOS 6, non ha potuto  fare l’unlock perché gli hackers che lavorano ad esso avuto molta difficoltà nel trovare una strada per scardinarne le difese, questo perché Apple ha innalzato barriere sempre più solide intorno al sistema operativo tanto che ancora un paio di settimane fa, ad oltre 4 mesi o dal rilascio del sistema operativo in versione definitiva, non c’era ancora un sistema affidabile e sicuro per sbloccare iOS 6.

Ma nel corso dei giorni scorsi si sono succeduti numerosi Tweet, brandelli di dichiarazioni ed articoli di “insiders” che sostengono che lo via allo sblocco è stata trovata e che sarebbe stato solo questione di pochissimo per l’annuncio. L’attesa dura però ancora perché gli hackers hanno deciso di trattenere il rilascio per evitare che Apple, messe le mani sul sistema di unlock, chiudesse immediatamente la falla costringendoli a tornare al lavoro con iOS 6.1.

Va detto che secondo qualcuno lo sblocco di iOS 6.1 potrebbe anche essere l’ultimo disponibile perché Apple nel corso degli ultimi tempi, come dimostrano anche i ritardi per l’unlock della versione attuale del sistema operativo, ha fatto massicci progressi nell’architettura del codice. Il merito (o la colpa, a seconda di come la si guarda) è dell’arrivo a Cupertino di numerosi esperti di sicurezza tra cui spicca Kristin Paget, figura mitica nel mondo hacker che nel suo carnet conta tra gli altri la realizzazione di un dispositivo del costo di 250$ capace di clonare a distanza gli RFID dei passaporti, una piccolo dispositivo che sblocca il codice di sicurezza del GSM e, sopratutto, la compilazione di una lista di vulnerabilità di Windows 7 che avevano costretto Microsoft a ritardare il lancio del sistema operativo.

Ma sembra che anche Craig Federighi, il manager che ha preso il posto di Scott Forstall alla guida del team iOS, sia maniacalmente attento al fattore sicurezza e avrebbe posto una enorme attenzione su questo aspetto tentando, da una parte, di rendere la piattaforma sempre più appetibile al mondo delle imprese e dall’altra di proteggere una delle forme di profitto che Apple ha messo in piedi, la vendita di applicazioni attraverso App Store. Un telefono sbloccato, infatti, è in grado di aggirare il legame esclusivo con lo store, per installare applicazioni da “negozi” di terze parti (o semplicemente per installare applicazioni copiate).

L’obbiettivo di Apple di rendere impossibile l’unlock a partire, magari, da iOS 7 è comunque per ora più che altro un auspicio. Simili voci si sono rincorse anche in passato, ma in un modo o nell’altro, prendendo più tempo, usando più risorse, mettendo al lavoro più persone, trovando oscuri bug in cui infilarsi, la comunità degli hackers è riuscita a trovare la strada per sbloccare il sistema operativo di iPhone e iPad. Sarà così anche questa volta?

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