House of Marley Liberate XLBT, recensione delle cuffie vintage di qualità

Bluetooth si, ma con un look vintage che intriga: le Liberate XLBT di House of Marley sono un piacere per gli occhi e per le orecchie

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Liberate XLBT di House of Marley sono un paio di cuffie Bluetooth realizzate dalla famosa casa di produzione, nata con la collaborazione della famiglia del cantante giamaicano assieme a tutta una serie di prodotti musicali: questi hanno in comune, oltre a evidenti doti tecnologiche e pratiche (come i cavi intrecciati anti nodi per i modelli a filo), anche il fattore di essere costruiti in materiale riciclabile, con un rispetto per l’ambiente assolutamente benvenuto.

È quasi inutile sottolineare come uno degli aspetti più importanti per queste cuffie sia senza dubbio il look: già a partire dalla confezione, realizzata in cartone di qualità e dall’interno, dove le cuffie arrivano in una busta in tessuto pratica durante i viaggi.

Ma non lasciatevi ingannare, al di la del look e della cura, sotto il cofano le cuffie mostrano caratteristiche di assoluto livello.

Liberate XLBT

Liberate XLBT, vintage ma non troppo

Una volta dettagliati (ma non troppo) i pregi della scatola, è arrivato il momento di prendere in mano le cuffie: inutile dire che la cosa che balza subito all’occhio sono i materiali di costruzione: una fascia di tessuto avvolge nella parte esterna il cerchio, realizzato in legno (dove campeggia il marchio House of Marley) mentre l’arco è interamente in metallo.

Ben curati anche i cavi che collegano i due padiglioni, realizzati nello stesso materiale anti avvolgimento del cavo (incluso ma non necessario).

Interessante la presenza di una vera e propria pulsantiera attorno al cerchio interno in legno: questa, in plastica, propone i tasti più importanti per la riproduzione come lo skip di un brano o il ritorno all’inizio, il controllo del volume, il pulsante per il pairing Bluetooth e ovviamente il tasto per accendere o spegnere le cuffie.

Proprio quest’ultimo mostra una serie di piccoli LED bianchi che al momento dell’accensione indicano la carica rimanente della batteria, come ad ogni pressione del tasto accensione (ma per accendere e spegnere davvero serve una pressione più lunga).

Una volta indossate si mostrano molto comode e da usare tanto in casa o in ufficio quanto in autobus, in treno o in strada (ma attenzione al traffico, non esagerate con il volume).

Sarà la presenza di una pulsantiera fisica in plastica, la parte interna del padiglione in legno o il misto plastica e metallo a vista, ma le cuffie propendono per un look Vintage abbastanza inusuale nel settore delle cuffie Bluetooth: e sia, chiaro, assolutamente gradito.

Non che i comandi touch o via App non ci piacciano, ma ogni tanto un ritorno agli anni ottanta, qui fatto con stile, è assolutamente benvenuto e pure funzionale, dato che i comandi si trovano al tatto senza dover togliere le cuffie.

Chiude la rassegna un piccolo intreccio di cavi, che riporta alla bandiera Jamicana, per ricordare (non bastasse il marchio) l’appartenenza delle cuffie alla cultura pop.

Voce prima di tutto

Alla prova dell’audio le Liberate XLBT non deludono: similmente a quanto era emerso nella recensione del Get together mini, anche in questo caso la sensazione è di un profondo equilibrio tra le frequenze alte, medie e basse, senza eccessi, sinonimo che le Liberate XLBT sono pensate per un pubblico perlopiù maturo, oppure per chi non vive di eccessi.

L’ascolto di “Brass Monkey” dei Beastie Boys è interessante, ma il risultato migliore lo ha dato ad esempio con “The Wilhelm Scream” di James Blake o anche con “Axel F” di Harold Faltermeyer (colonna sonora di Beverly Hills Cop), dove emerge una particolare attenzione nei dettagli del brano e, pur non essendo cuffie ad alta risoluzione, il risultato è stato senza dubbio molto buono.

Ascoltando poi brani come “Somewhere Over The Rainbow” di Israel Kamakawiwo’ole o “Nothing compares 2U” di Sinead O’Connors l’altra impressione è che il meglio lo diano nei brani dove la voce è dominante rispetto alla musica, dettaglio che avevamo colto anche con Get together mini, qui però meno evidente.

Sia chiaro però, le cuffie hanno offerto una qualità sonora molto buona in praticamente tutti i brani (incluso “Tell me now” di Hans Zimmer e Moya Brennan, vero spartiaque): diversamente da altri modelli però qui si apprezza la ricchezza nei dettagli e l’attitudine a non esagerare con una frequenza rispetto ad un’altra, aspetto molto apprezzato da chi scrive, forse un po’ meno da chi è più giovane e cerca un modello più adatto a esaltare i bassi dei brani di David Guetta, qui suonati bene ma mai preminenti.

Un pezzo di storia, addosso

Indossare le Liberate XLBT è stata una bellissima esperienza: si lasciano portare molto bene al chiuso come all’aperto, e la batteria è stata una delle caratteristiche che più abbiamo apprezzato, data la durata molto lunga sia in fase di ascolto sia da spente (capaci quindi di trattenere la carica). E ad ogni modo, nella confezione trova posto un cavo per un utilizzo analogico invece che wireless.

Con un audio molto buono, ricco e equilibrato, queste Liberate XLBT si presentano come uno dei modelli più interessanti del mercato, ad un prezzo che sostanzialmente ne sottolinea la qualità, costruttiva e di ascolto.

Va esaminato il look un po’ vintage, come abbiamo sottolineato, probabilmente pensato per chi ha superato gli “anta” ma che proprio per questo potrebbe essere intrigante anche per i più giovani, che dovranno però fare in conti con un audio mai pendente e che esalta la qualità, non il martellamento.

Potete trovare Liberate XLBT online, direttamente nel sito del produttore, oppure scontate su Amazon.it

 

Design:
(4,5 / 5)
Facilità-d’uso:
(3,5 / 5)
Prestazioni:
(4,5 / 5)
Qualità/Prezzo:
(4,0 / 5)
Average:
(4,1 / 5)

 

Pro:

  • Look originale
  • Suono ricco e equilibrato
  • Durata della batteria molto lunga

 

Contro:

  • Non adatte per chi ama la musica da discoteca

 

Prezzo: 199,00 Euro