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Macity prova Macchiato, l’editor Markdown minimal

Novità sul fronte del Markdown per Mac. Il linguaggio di marcatura leggero creato da John Gruber che permette di utilizzare testo semplice aggiungendo elementi strutturali (che poi vengono stilizzati in fase di conversione sulla base dei differenti fogli di stile utilizzati) trova un nuovo software tra i tanti interpreti già presenti sul mercato.

In questo caso parliamo di Macchiato, app promettente ed essenziale, con una piacevolezza nella scrittura dovuta alla sua estrema semplicità. Ma non fatevi ingannare da questo, perché Macchiato è comunque uno strumento completo che fa il suo lavoro.

Macchiato

Come funziona Macchiato

Come spiegano infatti gli sviluppatori dell’app:

[Macchiato] will format Markdown text as you write it. Macchiato will not parse your Markdown. Rather, it will stylize your Markdown source.

Questo vuol dire che, proprio come nelle schermate di esempio (tra le quali quella di questo testo), avrete accesso a uno strato di stilizzazione personalizzabile con tre tipi di font diversi e tre sfondi di colore diverso (per contrastare il campo in cui si scrive a seconda della luminosità).

Macchiato

L’essenziale dell’app

A parte questa personalizzabilità di formati, però, Macchiato gioca una carta rischiosa a nostro avviso, perché semplifica davvero molto, forse troppo. Scompaiono praticamente tutte le scorciatoie di tastiera utili per poter lavorare alla formattazione del testo senza dover alzare le mani dai tasti (si va sui menu oppure ci si ricordano le quattro tag in markdown da sapere per fare grassetti, corsivi, titoli e link).

Tra le cose che colpiscono negativamente: la mancanza di alcune scorciatoie di tastiera fondamentali, l’impossibilità di poter ingrandire il testo (mica tutti ci vediamo così bene) la poca flessibilità del Css di serie rispetto alla vista a tutto schermo (margini eccessivamente ampi e testo molto piccolo). Ma si sa, non si può avere tutto. Ottima invece la visibilità della lunghezza del testo in parole o caratteri in alto a destra: basta un click per scegliere la visualizzazione che si preferisce e Macchiato è uno dei pochissimi a essere così semplice nell’interfaccia di un settore così critico come la lunghezza dei testi.

In conclusione

Il dialetto del Markdown utilizzato da Macchiato è buono: si tratta della variante Github che è una delle migliori e più popolari. Il progetto di questa app è abbastanza vecchio (risale al tempo del lancio di Mac OS X Lion) e, nonostante i miglioramenti della versione 2, comunque è legato a quell’epoca. Non è particolarmente innovativa ma è comunque molto stabile (cosa che non si può dire di altri editor di testo di questa categoria) e flessibile, anche se mancano chicche come la modalità macchina da scrivere (per avere sempre la linea dove si scrive abbastanza rialzata nella pagina).

E manca, come anticipato dagli sviluppatori, il render del codice perché per questo l’app preferisce far fare ad altri, come ad esempio l’ottimo Marked 2. Se volete qualcosa di essenziale, pulito, stabile e senza fronzoli (e con una icona super carina) questa è la vostra app.

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