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Nel Global Security Team di Apple ex agenti CIA, FBI e servizi segreti contro le fughe di notizie

Anche se in rete non passa giorno senza qualche fuga di notizia sul prossimo iPhone o su un nuovo prodotto Apple in arrivo, in realtà dall’altra parte della barricata le cose stanno molto diversamente da quanto gli esterni possono anche lontanamente immaginare. A partire dall’iPhone 4 prototipo dimenticato da un dipendente in un bar di San Francisco, Cupertino ha creato il Global Security Team, una imponente divisione che si occupa si ogni aspetto della segretezza della Mela: dalla catene di montaggio in Cina, fino ad arrivare agli uffici di Cupertino e ai canali social dei dipendenti.

La mastodontica divisione è diretta da David Rice e tra le sue fila conta ex agenti FBI, CIA, NSA, ex dipendenti dei servizi segreti USA e anche dell’esercito. Ma se leggendo le anticipazioni online si ha l’impressione che tutte le fughe di notizie partano dalle fabbriche e dai fornitori Apple, in realtà la situazione si è completamente ribaltata da un anno a questa parte.

Secondo Rice infatti la sicurezza e la segretezza raggiunti nelle fabbriche sono tali che ora la maggior parte delle fughe di notizie parte proprio dai Campus e dagli uffici Apple. «Più cose sono uscite da Apple [dai campus, ndr] che da tutta la nostra catena di fornitura combinata» la frase è stata pronunciata da Rice durante una presentazione di circa un’ora riservata ai dipendenti Apple, segnalata da TheOutline, un dettaglio che conferma quanto sostenuto dal capo della sicurezza di Cupertino.

Cupertino
Numeri e i dettagli di questa presentazione, che presumibilmente sarebbe dovuta rimanere segreta, permettono di farci un’idea della scala delle operazioni e delle immense risorse che Apple dedica alla segretezza. Rice confronta i controlli effettuati per la sicurezza negli aeroporti dalla TSA, agenzia governativa istituita dopo l’11 settembre 2001, pari a 1,8 milioni al giorno nei periodi di picco, con quelli effettuati dal Global Security Team di Apple nelle fabbriche in Cina: per solamente 40 fabbriche sono 2,7 milioni al giorno. Il totale sale a 3 milioni quando Apple incrementa la produzione per il lancio di un nuovo prodotto e tutte queste persone vengono controllare ogni volta che i dipendenti entrano ed escono dalla fabbrica.

Rice spiega che anche i buoni dipendenti in Cina sono motivati alla fuga di notizie, parti e componenti: i più gettonati sono ovviamente gli chassis, i più pagati, perché permettono di avere una idea complessiva del nuovo prodotto. Le ricompense vanno dall’equivalente di 3 mesi di salario fino a un interno anno di paga, una somma che può cambiare la vita di un operaio, lo stipendio base è di 350 dollari al mese, e della sua famiglia.

Per  trafugare le parti dalle fabbriche sono state escogitate le soluzioni più fantasiose: nelle scarpe tra le dita dei piedi, nei reggiseni con ferretto, nel water per poi recuperare i pezzi nelle fogne, lanci dalla finestra e altro ancora. In alcuni casi per evitare che pezzi, chassis e prodotti finissero sul mercato nero Apple ha acquistato direttamente la merce trafugata per impedire o limitare fughe di notizie: nel 2013 Apple è arrivata a comprare 19.000 chassis di iPhone 5c e altri 11.000 prima dell’inizio delle spedizioni.

Nella seconda parte la presentazione si è concentrata invece sulle fughe di notizie dagli uffici e dai Campus Apple. I dirigenti dichiarano che in questo caso le investigazioni risultano molto più lunghe e complesse, in un caso la caccia a una gola profonda ha richiesto ben 3 anni. I dipendenti della Mela devono costantemente prestare attenzione a cosa dichiarano in presenza di altri dipendenti e anche dei familiari, evitando qualsiasi riferimento a nuovi prodotti, servizi e date di disponibilità. Questo non significa però che i dipendenti non possono dire la loro sul proprio capo ufficio, parlare in pubblico della propria paga e così via.

In alcuni video durante la presentazione sono stati intervistati dipendenti Apple e anche un dirigente top sulla questione fuga i notizie. Il credo aziendale è che quando Tim Cook sale sul palco il mondo intero attende il magico momento “One More Thing” e che qualsiasi fuga che lo compromette arreca danno a tutta Apple e a tutti i numerosi team che hanno collaborato per realizzarlo. In un video Greg Joswiak, vicepresidente marketing di Apple dichiara che le fughe di notizie «Sono diventate un grande problema per Tim e che non può più essere tollerato».

I parcheggi esterni dell'Apple Park

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