Microsoft Power Throttling di Windows 10 è il gemello diverso dell’App Nap di Apple

Nell’ultima build di Windows 10 ora disponibile per gli utenti Insider, Microsoft ha introdotto una tecnologia che ricorda molto App Nap che Apple ha presentato con OS X 10.9 “Mavericks”

Nell’ultima Insider Preview di Windows (Build 16176), Microsoft ha integrato una tecnologia che attiva nel sistema operativo funzionalità che tengono conto delle applicazioni eseguite in background e che dovrebbero migliorare la durata della batteria nei portatili. La funzionalità è al momento denominata “Power Throttling” e ricorda molto “App Nap”, la tecnologia che Apple ha integrato in macOS da OS X 10.9 in poi al fine di ridurre i consumi delle app mentre non sono in uso.

Similarmente alla tecnologia di Apple, la tecnologia integrata in Windows è progettata per gestire “le attività in background in modo efficiente sul piano dei consumi”. L’obiettivo ovviamente è migliorare l’autonomia coinvolgendo e tenendo conto delle applicazioni o i servizi che si trovano in background.

Bill Karagounis, Director of Program Management, Windows Insider Program & OS Fundamentals di Microsoft, spiega che è stato progettato un sistema di rilevamento avanzato che consente di rallentare le attività in background. Il sistema identifica i compiti più importanti in un dato momento per l’utente (le app in primo piano, quelle che riproducono la musica, come altre categorie di attività importanti che vengono dedotte dalle richieste delle app in esecuzione e le app con cui interagisce l’utente). Secondo Karagounis la nuova funzionalità, nelle situazioni di massima congestione, dovrebbe offrire un risparmio energetico di circa l’11% nel consumo della CPU.

Da OS X 10.9, Apple ha integrato nel suo sistema operativo varie tecnologie “sotto il cofano” che permettono di massimizzare la durata della batteria nei portatili e migliorare le prestazioni (ne abbiamo a suo tempo parlato in dettaglio qui). Con la tecnologia che Apple chiama “App Nap”, le applicazioni “dormienti” hanno meno priorità relativamente ad attività che hanno a che fare con l’accesso ai dischi o al network, con conseguente risparmio in termini di consumi, dando alle applicazioni in primo piano maggiore priorità e rendendole più rapide. macOS diminuisce anche la priorità applicata dai processi UNIX alle app “dormienti”, assegnando a queste una frazione delle risorse della CPU. Questi cambiamenti permetteranno al sistema di gestire meglio le app in background tenendo sotto controllo i consumi di qualunque applicazione non ottimizzata (pensata per funzione a pieno regime in background).
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