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Il Presidente Samsung assolto dall’accusa di reati finanziari

Un tribunale sudcoreano ha assolto Lee Jae-yong, noto anche come JY Lee, presidente esecutivo di Samsung Electronics, accusato di aggiotaggio e frode contabile, al culmine di controversie per la fusione nel 2005 di due aziende consociate.

Il Tribunale distrettuale centrale di Seoul ha stabilito l’inconsistenza delle prove fornite dall’accusa contro la fusione di Samsung C&T e Cheil Industries nel 2015, con tre azioni Samsung C&T furono offerte per ogni titolo Cheil, operazione ritenuta cruciale per la successione di Lee ad erede del gruppo di famiglia, dopo che suo padre Lee Kun-hee era stato colpito da un attacco cardiaco nel 2014.

Secondo il pubblico ministero, la fusione delle due aziende sopra indicate, avrebbe danneggiato gli azionisti e l’operazione sarebbe stata messa in piedi principalmente per permettere a Lee di controllare il conglomerato; secondo i legali del presidente di Samsung, non vi è stata alcuna frode, e la fusione è stata pensata per incrementare l valore di entrambe le società, parte di una normale attività commerciale.

samsung logo

I legali di Lee sono ovviamente soddisfatti e sottolineano che quanto stabilito dal tribunale “Conferma chiaramente” che la fusione è stata effettuata legittimamente.

Il sospetto dei pubblici ministeri è che il gruppo avesse operato in modo da far gonfiare i prezzi di Cheil e far abbassare quelli di Samsung C&T con pratiche illegali, quali ad esempio la diffusione di informazioni sul mercato, l’acquisto in massa di azioni delle due affiliate e attività di lobbying illegale sul National Pension Service, importante azionista di Samsung C&T, a sostegno della fusione.

Secondo gli inquirenti le irregolarità erano state avviate nel 2012 a favore di Lee, il maggiore azionista di Cheil con il 23,2%, con l’obiettivo di aiutarlo a rinforzare il controllo di Samsung C&T, quella che è – di fatto – la holding del gruppo Samsung.

La vittoria legale è rilevante per il Presidente di Samsung, il capo supremo di tutto il conglomerato Samsung, finora costretto a fare passi indietro per quanto concerne ruoli più attivi nel management.

Logo Samsung

Lo scorso anno Samsung ha registrato risultati tra i peggiori dell’ultimo decennio, in parte anche per la recessione globale che ha intaccato la domanda di elettronica di consumo in generale e di chip.

Non è ad ogni modo del tutto finita per il presidente di Samsung: pubblici ministeri e tribunale distrettuale potrebbero ricorrere in appello, e poi alla Corte Suprema.

Lee era stato già condannato a cinque anni di carcere per corruzione e altri crimini nel 2017, pena in seguito sospesa e scarcerato nel 2018. Lee, 52 anni, era stato incriminato nell’ambito dello scandalo che aveva coinvolto l’allora presidente sudcoreano Park Geun-hye, contribuendo al successivo impeachment.

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