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Recensione Anker Astro Mini 2nd Gen: la batteria d’emergenza che sta in un taschino

Se c’è un universo in cui l’offerta non manca, è certamente quello delle batterie supplementari e d’emergenza per smartphone. Se ne trovano di tutti i tipi e di tutti i prezzi, ma poche sono quelle che nascono con un target di mercato in mente. Tra di queste ci sono sicuramente quelle di Anker, una delle società che cerca di distinguersi nel “mare magnum” mettendo qualità e un pizzico di innovazione. La Astro Mini 3200 2nd Gen (16,99 euro su Amazon) è una delle ultime novità del settore anche se per fattore di forma e look non è diversa dal modello precedente (1st Gen) che abbiamo già avuto modo di testare, anche se non manca qualche novità.

Il principale è la tecnologia proprietaria PowerIQ. Grazie a questo sistema, la batteria è in grado di capire automaticamente se viene usato un iPhone oppure un cellulare Android; il che è fondamentale per dare sempre le massime prestazioni di cui è capace. Alcune batterie ed alimentatori da 1A sono “piedinati” per funzionare con dispositivi Android; quando sono collegati ad un iPhone al massimo servono 0,45A, la metà della intensità che sarebbero in grado di supportare. Se, al contrario, sono studiate per iPhone o iPad, si bloccano sempre a 0,45A con un dispositivo Android. Nel caso della Astro Mini 3200 questo non rappresenta un problema.

Un secondo elemento di interesse è la capacità. Il modello precedente era da 3000 mAh, quello lanciato nei giorni scorsi è da 3200 mAh, questo significa circa l’8% in più di capacità nominale, quanto basta, sempre sulla carta, per ricaricare quasi totalmente, al netto della dispersione che hanno tutte le batterie, uno smartphone di grande capacità come l’iPhone 6 plus (che ha una batteria da 2960 mAh).

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Com’è fatta
Venendo al look e ai dettagli costruttivi, non ci sono differenze di sorta con il modello precedente. La Astro Mini viene recapitata a casa nella classica, per Anker, confezione in cartone. Nel pacchetto troviamo una custodia in materiale sintetico semi-elastico, il piccolo manuale delle istruzioni ed un cavo microUSB per la ricarica o per collegare la batteria ad un cellulare Android.

Il fattore di forma è conosciuto: si tratta di una sorta di batteria stilo maggiorata o, se vogliamo, un tubetto di colla Pritt Stick o magari un rossetto con custodia. Ha una forma cilindrica e misure di 9,2 centimetri di altezza, diametro di 2,3 centimetri e pesa soltanto 73 grammi. Le dimensioni sono pressoché perfette per un trasporto in una borsa o in tasca.

Presa in mano la batteria offre una immediata sensazione di solidità, grazie ai materiali utilizzati: esternamente è in alluminio spazzolato in diversi colori (la nostra è in argento, molto simile al metallo usato per i computer Apple). Non ci sono viti o segni di incastro, e questo è sicuramente un altro fattore che aumenta la percezione di qualità.

Su uno dei due lati troviamo le porte MicroUSB e la porta USB con accanto un piccolo tasto per accendere o spegnere l’erogazione della corrente. Il tasto si illumina in color ambra quando è in ricarica e in verde quando eroga corrente. Quando la batteria è scarica il LED prima lampeggia, poi spegne e se si preme il tasto, il LED ambra lampeggia.

La prova
Come il modello precedente, la batteria si ricarica completamente in circa 4 ore tramite cavetto microUSB collegandola ad una qualunque presa USB. La differenza in capacità rispetto alla versione da 3000 mAh è di fatto impercettibile. In ogni caso abbiamo ricaricato un iPhone 5 completamente avanzando ancora ricarica per un ulteriore 20%; un iPhone 6 Plus ha portato a zero la carica della batteria in circa due ore e 35 minuti ottenendo circa 2300 mAh. L’efficienza è dunque nella norma per questo tipo di dispositivi visto che viene erogato poco meno del 73% della capacità nominale. La batteria da 2920 mAh del nostro iPhone è stata ricaricata per il 78%, abbastanza per una intera (e forse più) intensiva giornata di telefonate e di navigazione; ne consegue che un iPhone 6 che ha una batteria da 1810 mAh dovrebbe essere ricaricato totalmente, avanzando ancora qualche cosa per ricaricare di nuovo il telefono per un 10 o un 15%. La velocità di ricarica è conseguente alla capacità da 1A, la stessa intensità di cui è capace l’alimentatore che troviamo nella scatola con iPhone 6 Plus, quindi totalmente nella norma. Se si vogliono velocità superiori, da 2A, è necessario rivolgersi a prodotti più massicci e costosi della Anker Astro Mini che ha il suo maggior pregio nel fatto che è tascabile.

Conclusioni
Nonostante la Anker Astro Mini sia studiata per offrire una ricarica singola per la maggior parte dei telefoni più moderni, si tratta di un prodotto di ottima qualità costruttiva, pensato per dare all’utente il massimo nel rapporto tra maneggevolezza e capacità. Sta comodamente in tasca, pesa poco e si ricarica relativamente velocemente. È anche ben costruita e offre una piacevole sensazione al tatto e alla vista. Di fatto è al momento una delle batterie con il miglior compromesso possibile anche per il prezzo, molto abbordabile: 17 euro con spedizione a cura di Amazon, quindi gratis se raggiungete i 19 euro nel carrello o se avete Amazon Prime. In caso contrario pagherete circa 3 euro per la spedizione.

Pro
– Piccola e leggera
– Finiture di qualità
– Ottimo rapporto tra capacità e costo

Contro
– Non ricarica iPhone 6 e iPhone 6 Plus alla massima velocità

 

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