Recensione Logitech Lift, il mouse verticale ergonomico di nuova generazione

Recensione Logitech Lift

Più che un nuovo tassello della fortunata linea di mouse MX, il nuovo mouse Logitech Lift sembra il primo di nuova nuova serie di strumenti di puntamento, della quale ci piacerebbe vedere una evoluzione nei prossimi mesi, in cui materiali, tecnologia, attenzione all’ergonomia e precisione intrinseca sono elementi che caratterizzano un design particolare, curato e attento come la tradizione del mouse richiama.

L’abbiamo provato per un paio di settimane per capirne le potenzialità e come ci si aspettavamo, la forma particolare ha necessitato giorni di adattamento, ma poi i risultati si sono visti.

Scatola “ambientale”

La scatola dove arriva il Logitech Lift è interamente di cartone, con al suo interno solo un piccolo manuale per le istruzioni preliminari, perlopiù inutili se decidete di installare i driver che vi guidano in tutti i passi principali e una batteria a stilo di tipo AA. L’attenzione alla tecnologia non è una novità ma non deve essere data per scontata.

Non ci sono cavi, il mouse funziona esclusivamente in wireless, tra Bluetooth e con una tecnologia wireless a 2.4 GHz a seconda delle esigenze dell’utente: la forma è quella di un mouse verticale, e prevede una impugnatura laterale rispetto a quella dei mouse più tradizionali, forme che non sono nuove perché per esempio qui a Macitynet avevamo giù parlato della precedente incarnazione del Logitech MX Vertical a cui questo modello si ispira, seppure la caratterizzazione molto singolare non manca.

Recensione Logitech Lift
Il mouse è disponibile in tre colorazioni

Il materiale di rivestimento è di plastica, porosa e piuttosto anonima nella parte frontale, mentre si fa apprezzare molto di più la parte posteriore in gomma viscosa, con microsolchi che aiutano la presa.

Il mouse offre sei tasti distinti, quattro in un lato e due nell’altro, tutti programmabili da driver: si parla qui di “lati” perché il mouse è proposto sia in versione per destrorsi (che vedete in questa pagina) sia per mancini, identico ma speculare. Una manovra commerciale questa degna di nota da parte di Logitech che così si impegna a coprire il 100% delle esigenze degli utenti.

Perché “Verticale”

Logitech Lift è un mouse Verticale, chiamato così perché la sua forma è sostanzialmente ruotata di circa 90° rispetto ad un mouse normale, con i tasti principali e la rotella posizionati in modo perpendicolare, invece che parallelo, alla superficie di appoggio.

Questo fattore implica che il mouse si “impugna” in modo molto diverso da un mouse più tradizionale sotto molti punti di vista: seppure la mano sia comunque appoggiata al mouse, le dita sono sospese verticalmente e in posizione più rilassata e anche la postura del polso, ruotata, pesa meno e va a ridurre sensibilmente il rischio di problemi legati alla Sindrome del Tunnel Carpale, malattia alle articolazioni del polso derivata da un inappropriato utilizzo delle mani nei lavori manuali, incluso l’uso di mouse e tastiera.

L’uso intenso del mouse, associato allo stress e ad una posizione sbagliata, possono peggiorare lo stato del polso e delle articolazioni: in un mouse tradizionale, per esempio, indice e medio stanno sempre in sospensione, tra un clic e l’altro e anche il polso, se il mouse non offre una adeguata forma ergonomica, sosta in modo errato nel movimento, provocando uno sforzo eccessivo per molte ore al giorno e alla lunga questo può provocare dolori e peggioramenti nelle articolazioni della mano.

Il Logitech Lift previene in gran parte queste problematiche perché la mano abbraccia il mouse in modo diverso: la forma arrotondata favorisce la presa e i tasti verticali impediscono alle dita di rimanere sospese, oltre al fatto di ospitare due pulsanti nel lato opposto, utilizzabili con il pollice, in una posizione davvero comoda.

Il peso della mano appoggia nella parte esterna, non nel muscolo sotto il pollice, in modo ben più naturale e offrendo una rotazione del polso ideale per chi utilizza il mouse per molte ore.

I risultati

I risultati sono di un affaticamento minore del polso specialmente dopo diverse ore di utilizzo, anche se per chi viene da un mouse tradizionale serve un periodo di adattamento alla nuova posizione per adattarsi al movimento. Un consiglio? Mettete il vecchio mouse nel cassetto e nascondete alla chiave, resistendo alla tentazione di tornare alla posizione classica, dopo un paio di giorni anche il mouse verticale vi sembrerà del tutto normale, con però meno fatica al polso.

La differenza maggiore nell’esperienza di chi scrive non la fa tanto la posizione del polso, che è anzi migliore, quanto alla sensazione di avere un baricentro del puntamento più alto del normale: in un mouse tradizionale ci si comporta come se il punto virtuale, quello che muoviamo, si trovi appena sotto l’indice, in una distanza molto corta tra il dito e il tavolo.

Nel Logitech Lift la sensazione è che il punto di controllo sia invece più alto, a qualche centimetro dal tavolo: questo ovviamente non succede, perché il sensore è sempre nella stessa posizione, ma avere le dita più alte provoca questa sensazione a cui ci si deve forzatamente abituare.

Recensione Logitech Lift
L’impugnatura è diversa e proponde per una postura migliore

Anche il movimento è un po’ diverso perché mentre con un mouse tradizionale lo spostamento del device parte dal polso, qui invece parte delle dita (indice e pollice, che spingono il mouse), oltre al fatto che il mouse è molto più alto, circa il doppio, di un mouse normale e quando spostiamo la mano dalla tastiera al mouse per riabbracciarlo dobbiamo tenerne conto.

Ma come detto sono dettagli che riguardano più l’abitudine che un giudizio e a cui ci si abitua in poche ore, a fronte di un guadagno in sforzo del polso per il quale serve più di qualche giorno per apprezzare, ma che per chi ha avuto problemi con i mouse tradizionali appare sin da subito, tanto che se notate la differenza, difficilmente vorrete tornare indietro.

Recensione Logitech Lift
I driver di Logitech Lift sono gli stessi che usa la tastiera Logitech MX Keys (durante la prova abbiamo utilizzato una versione beta, qualche dettaglio potrebbe cambiare)

Qualità e tecnologia

Che poi che si tratti di un mouse verticale non è l’unico aspetto interessante: il design del prodotto è davvero superlativo, Logitech non è certo nuova in questo ma è comunque bene sottolinearlo.

La parte inferiore che ospita la batteria e la culla per l’antenna Wi-Fi si apre con una leggera pressione, invece che ad incastro, e c’è una piccola calamita che regola la chiusura.

I materiali, in particolare la gomma dove appoggia il palmo è molto buona e aumenta la precisione anche quando fa caldo e abbiamo le mani leggermente sudate.

Recensione Logitech Lift
Nella parte sottostante la culla ospita la batteria e l’antenna Wi-Fi

La connettività è molto buona, con la possibilità di associarlo a tre diversi device, sia via Bluetooth che via Wi-Fi, con un selettore posto nella parte sottostante.

La durata della batteria è stimata in due anni, cosa che non abbiamo potuto controllare perché il mouse è nuovo, ma con un naturale adattamento dato dal tipo di utilizzo.

I driver sono davvero costruiti bene, sia per macOS che per Windows (e sono gli stessi che pilotano oggi altri device Logitech come la tastiera Mx Keys): subito dopo l’installazione alcune schermate introducono il primo setup e poi una singola finestra permette di definire il funzionamento per ogni singolo pulsante e anche di diversificarlo in base all’App attiva e in primo piano.

Alcune preferenze, a dire la verità, sono ereditate dal mondo dei videogiochi, come ad esempio la possibilità di fare switch veloce tra due risoluzioni del sensore, che si traducono in diverse velocità del puntatore tramite la semplice pressione di un pulsante: ma va detto in tutta onestà che questo mouse può essere utilizzato per giocare, ma solo a titoli che non prevedono una grande frenesia di clic.

La precisione è alta (da 400 a 4000 dpi, valori alti in ottica business), ma in un ambiente ad alto stress come quello di chi gioca in modo semi professionale, un mouse del genere non offre la giusta elasticità: Logitech stessa comunque posiziona il mouse in ottica business, laddove il numero di clic è relativamente basso e costante, lasciando libero l’utente di scegliere tra altri prodotti della linea Logitech G specificatamente pensata in ottica gaming.

Conclusioni

Più piccolo del precedente MX Vertical, più “arrotondato” e secondo il modesto parere di chi scrive più “morbido” da impugnare e da usare anche per chi non ha mani grandi, il nuovo Logitech Lift è un modello importante e da non sottovalutare.

La forma come si nota è particolare, così come ne è l’utilizzo, ma che dopo una fase di adattamento, prevede un forte attaccamento e risultati visibili, oltre al fatto che la corretta impugnatura di questo mouse posiziona il braccio, e di conseguenza la schiena, in una situazione un po’ più corretta, meno inclinata.

In definitiva, per impugnare meglio e più comodamente il mouse si migliora un po’ la postura generale e, inconsapevolmente, si diminuisce la fatica giornaliera, anche a casa dove di solito curiamo meno questi dettagli, laddove oggi la postazione casalinga diventa sempre più importante in una ottica di lavoro ibrido passata dall’essere una tendenza ad una realtà affermata.

Recensione Logitech Lift

Pro:

  • Design ergonomico
  • Alta cura dei materiali
  • Tripla connessione

Contro:

  • Serve un po’ di tempo per adattarsi alla nuova postura

Prezzo

  • 81,99 €

Disponible in tre colorazioni (Grafite, Rosa e Off White), Logitech Lift si acquista nei negozi della grande distribuzione italiana, partendo dal sito web italiano della casa madre oppure lo potete trovare più comodamente anche presso Amazon.it sia in versione per destrorsi che per mancini.