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Scrivere su iPad, alla ricerca dell’app perfetta: la recensione di Pages (5)

Questo articolo è parte di una serie preceduta da altre tre recensioni

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Un vecchio classico, una delle app “portanti” per iOS e non solo: Pages (8,99 euro) nasce infatti come software per la scrittura di iWork, la suite lavorativa creata da Apple per espandere e costruire sopra il successo di Keynote, il programma voluto e usato da Steve Jobs per le sue presentazioni (i suoi “keynote” non a caso). Keynote viene distribuito pubblicamente nel 2003. La suite di Apple per Mac arriva nel 2005 con Pages a cui si aggiunge nel 2007 Numbers, il foglio di calcolo. Le tre applicazioni creano dunque la suite iWork, che si trasforma lentamente e dal 2009 non viene più aggiornata con un numero progressivo e distribuita solo tramite Mac App Store.

PAGES PER IOS
Nel mondo iOS Pages fa capolino con tutta la suite di iWork nel 2010 al lancio dell’iPad e poi riceve una serie di aggiornamenti sino ad allinearsi sostanzialmente con la versione per Mac. Le novità per il software di scrittura nel frattempo sono poche: viene potenziata la compatibilità con .doc e .docx, i documenti in formato Word, potenziato l’uso di iCloud e messa a disposizione la possibilità di esportare in formato ePub. La versione per iOS di Pages non è un gemello identico di quella per Mac: va oltre gli obiettivi di questa recensione raccontare quali siano le differenze, ma è sostanzialmente chiaro che quella per tavolette e smartphone nasce prima come versione semplificata e che poi comincia a svilupparsi (come del resto anche Keynote e poi iPhoto per iOS) lungo una traiettoria parzialmente diversa.

CARATTERISTICHE DI BASE
Macity ha già raccontato in passato il primo Pages per iOS e poi l’integrazione dei software di Apple con iCloud che sostanzialmente hanno mandato in pensione lo sfortunato sistema iWork.com (mai uscito dalla fase sperimentale) e aperto la via al sistema di sincronizzazione via cloud dei documenti creati con il software per la scrittura di Apple. Il grande pregio di Pages è di essere realizzato da Apple: l’interfaccia è molto semplice ma potente, consente soprattutto di utilizzare una serie di metafore pensate da zero per l’ambiente multitouch. La caratteristica di fondo del software è però un’altra: fornire un’ampia serie di template precostituiti che vanno ben oltre i bisogni caratteristici di chi debba realizzare una semplice pagina di testo e invece offrono la possibilità di realizzare documenti strutturati pensati per la stampa o la visualizzazione a video con molteplicità di campi testo, immagini, colori, sfondi.

Da questo punto di vista Pages è stato il più “deludente” dei software della suite iWork, sia su Mac che su iPad, perché non ha offerto mai una completa alternativa a Word di Microsoft – per la quale va detto francamente: su Mac basta utilizzare TextEdit – ma ha cercato invece di entrare in un filone alquanto particolare e specifico. Pages consente infatti di impaginare con strutture anche non banali testi complessi, facendo più il lavoro di un interessante software di desktop (o tablet) publishing che non di un text editor “duro ma puro”. Proprio questa sua caratteristica ha lasciato campo secondo me allo sviluppo di una pletora di altri strumenti per la scrittura, pur avendo lo stesso Pages abbastanza potenza e flessibilità da funzionare anche come “semplice” foglio di scrittura.

Pages apre e salva documenti nel suo formato nativo, identico tra Mac e iOS seppure con alcune varianti che a volte danno non gravi, ma spesso fastdiosi, errori in fase di passaggio dall’una all’altra piattaforma anche tramite iCloud. Poi consente di esportare documenti con grande facilità (tramite il menu “Condividi e Stampa”) sia verso altre app presenti sull’iPad, sia verso formati da inviare via mail (o tramite iTunes e server WebDav) nei formati più diversi: Pages, Pdf e Word.

Una coppia molto singolare singolare di idiosincrasie, di cui Apple dovrebbe prenda nota: non è possibile aprire o esportare documenti in formato RTF, nonostante questo sia lo standard usato ad esempio da TextEdit. Un fatto che straordinariamente limitante e fastidioso. Altra cosa molto singolare è che non ci sia da nessuna parte il modo per contare oltre che le parole anche le battute (spazi inclusi) di cui si compone il testo. Un brutto difetto, considerando che molto spesso questo tipo di software viene usato da studenti per preparare ricerche o attività di questo genere, che richiedono un conteggio abbastanza preciso della lunghezza del testo: negli Usa si usano le parole, ma in Europa – soprattutto in Italia – le battute spazi inclusi.

INTERFACCIA
Apple è maestra di interfacce e Pages non è certo l’ultimo dei suoi prodotti. Anzi, detta il percorso assieme al fratello maggiore Keynote (un piccolo capolavoro assieme a iPhoto dal punto di vista di come si possono fare le interfacce multitocco) e poco davanti al fratello minore Numbers, che ha forse poca “potenza” come foglio di calcolo, ma grandi doti di chiarezza, organizzazione e presentazione dei dati. È un piacere usare Pages: l’organizzazione dei documenti su iCloud o in locale è molto chiara, non ci sono indicatori di progresso o altri orpelli inutili, i documenti sono sempre salvati – e aggiornati – in tempo reale, la creazione di cartelle è semplice e facile da usare, le funzioni poche e potenti.

A documento aperto – o creato ex novo – si trovano un’ampia serie di opzioni raccolte in tre semplici bottoni: un pennello per la formattazione degli oggetti e la gestione degli stili; un segno del più che consente di accedere a tutta la possibilità di modificazione delle immagini: inserire foto e video dal nostro rullino foto, creare tabelle e grafici, disegnare forme geometriche. Infine, con il menu a chiave inglese si può condividere e stampare un documento (come dicevo prima) fare cerca e trova, gestire le versioni e le modifiche del documento, reimpostare i margini e le note, impostare le preferenze più classiche come il controllo ortografia, il conteggio parole, le guide al centro e ai bordi, le guide di spaziatura. Sono poche opzioni ma potenti, che consentono di intervenire chiaramente sul documento. Infine, una più caratteristica barra delle opzioni appare in alto, con marcati i rientri, il tipo di font e il suo modo (corsivo, sottolineato o neretto), spaziatura, tipologia di indentatura e di giustificazione.

USABILITA’
La potenza di Pages è ben celata, come d’abitudine di Apple, ma ci sono veramente pochi passaggi per raggiungere qualsiasi funzione. La curva di apprendimento è abbastanza piatta e il software si padroneggia in pochissimo tempo. Riuscire a creare bei documenti, nonostante la presenza di un abbondante numero di template, è comunque un discorso diverso: occorrono altre doti che non sempre sono a così intuitive o naturali. Usarlo per scrivere, sia con la tastiera virtuale che con quella “fisica” di terze parti è un piacere. Manca la riga in più di tasti che è stata introdotta da iA Writer, ma non è un gran problema. Pages ha un che di “pacioso” e tranquillo che lo rende più editor di testi su iPad che non su Mac, dove sono davvero tantissimi gli avversari. Come sostituto di Word (il più famoso “vaporware” per iPad, che oramai Microsoft sussurra stia per arrivare da due anni ma poi non si vede mai) è più che degno e non fa sentire la mancanza di alcun software ridondante e superfetato.

CONCLUSIONI
Chi scrive prova piacere nell’usare un buon programma, completo e potente, tanto quanto gradisce un programma essenziale e veloce. È un po’ come guidare potenti berline o scattanti spider. Pages è sicuramente la berlina: ma si muove con disinvoltura su molti tipi di ambiente. È in grado di digerire documenti di word complessi, anche molto lunghi (abbiamo provato a copiare il testo da lunghissime pagine web e incollarlo senza che l’iPad mini facesse una piega). Si possono anche facilmente inserire tabelle, oggetti grafici, immagini, e rendere il tutto estremamente pesante ma allo stesso tempo sempre gestibile. Il salvataggio e l’apertura dei documenti su iCloud non è la cosa più veloce che abbia visto in vita mia e si sente la mancanza della possibilità di accedere direttamente a Dropbox. Invece l’integrazione con il rullino delle foto dell’iPad è straordinario, così come alcune intuizioni dell’interfaccia. Il costo non è basso, ma Pages potrebbe anche essere l’unico software per scrivere di cui c’è bisogno, se non fosse per quel paio di lacune – tra cui la compatibilità con i documenti RTF e OpenOffice, oltre al contabattute.  

PRO
– Interfaccia molto semplice, elegante e potente
– Potenza di esecuzione
– Completezza di funzioni e flessibilità

CONTRO
– Non è compatibile con tutti i formati
– Manca il contatore per le battute spazi inclusi
– Non integra direttamente software di cloud storage come Dropbox

Page è in vendita a 8,99 euro su App Store

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