Neil Young si converte alla musica in streaming e lancia Xstream

Fallito l'esperimento del progetto Pono, Neil Young prova a rilanciare un servizio per lo streaming di qualità. "Un servizio di streaming adattabile che cambia con la larghezza di banda disponibile".

<> at Robert Berman Gallery on November 3, 2014 in Santa Monica, California.

Pono, il costoso lettore di musica digitale ad alta risoluzione proposto da Neil Young non è riuscito ad avere il successo sperato; la scorsa estate il cantautore e chitarrista canadese ha annunciato la chiusura dello store e fatto sapere che diventerà un servizio per la riproduzione di musica in streaming di alta qualità.

Il nuovo servizio (realizzato in collaborazione con la company di Singapore Orastream), si chiamerà Xstream, ed è un tentativo di rilanciare il music store che lo scorso anno ha chiuso i battenti. L’artista descrive Xstream come “un servizio di adaptive streaming che cambia con la larghezza di banda disponibile”.

“Al contrario di altri servizi streaming limitati alla riproduzione di singole o moderate risoluzioni, Xstream riproduce alla più alta qualità possibile dei vostri collegamenti di rete adattandosi ai cambiamenti nelle condizioni del network”. Nel post pubblicato sul blog dedicato alla comunità di Pono, Young non dice quando Xstream verrà lanciato limitandosi a indicare che sarà fatto “molto presto”. Non sono indicati neanche dettagli sui costi spiegando genericamente che “non si saranno costi premium per il servizio”. Citando le difficoltà con il lettore Pono ha spiegato che quando si trovano di fronte a una scelta, gli utenti scelgono il prezzo e non la qualità.

Resta da capire se gli utenti saranno davvero disposti ad avere musica – in teoria – di migliore qualità. La maggiorparte delle persone non percepisce differenze tra brani di “alta qualità” (96 kHz) e quelli, ad esempio, codificati con “qualità standard” (44,1 kHz) per iTunes/iPod. Allo scopo c’è anche ci ha realizzato una pagina web in cui sfida gli utenti a distinguere uno stesso brano musicale proposto con tre differenti qualità audio diverse. Molte persone, anche giovani e altre che si occupano per professione di musica, non sono in grado di distinguere differenze, ed è forse anche per questo che il costoso dispositivo/servizio che proponeva Young non ha mai avuto successo.

Il servizio di Pono era stato lanciato nel 2014, attraverso un crowdfunding che in poco tempo raccolse 6,2 milioni di dollari su Kickstarter. L’idea era di offrire musica di alta qualità (“riportare la magia che era stata esclusa dalla musica a causa del digitale”), ma il rovescio della medaglia si è rilevato il costo del riproduttore ma soprattutto i costi del servizio e la difficoltà di farsi strada in un mercato nel quale ormai dominano Spotify e Apple Music.

Neil Young dice che il nuovo servizio offrirà un servizio di alta qualità a un prezzo molto più accessibile rispetto all’esperienza di Pono. “Tutte le canzoni dovrebbero costare lo stesso indipendentemente dalla risoluzione digitale”.

Neil Young - Foto di Michael Buckner/Getty Images
Neil Young – Foto di Michael Buckner/Getty Images