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Lo SPID rischia di morire in aprile, cosa succede

E’ da circa 8 anni che gli italiani hanno imparato a familiarizzare con lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che permette di accedere a diversi servizi online: divenuto essenziale negli anni della pandemia con chiusure e lockdown, ora che milioni di italiani hanno preso dimestichezza, lo SPID rischia di finire nel completo oblio nel mese di aprile.

Ricordiamo che la convenzione tra Stato e gestori è scaduta il 21 dicembre dello scorso anno, anche se lo SPID risulta ancora in funzione per via di una proroga. Ecco cosa potrebbe succedere di qui a breve. Per l’esattezza la proroga cesserà il 23 aprile 2023 e se non vi sarà un intervento risolutivo il sistema di identità digitale potrebbe essere abolito.

In sostanza, quello che servirebbe è un nuovo accordo tra Stato e gestori. Al momento è ancora possibile ottenere lo SPID rivolgendosi a uno dei gestori accreditati. Tra questi ci sono Aruba, In.Te.S.A., InfoCert, Lepida, Namirial, Poste Italiane, Register, Sielte ID e TI Trust Technologies.Lo SPID rischia di morire in aprile, cosa succede

Come ricorda ilGiornale, i gestori ricevono circa un milione di euro all’anno dallo Stato per portare avanti il sistema. Al momento, però, i costi per la gestione di queste identità digitali sembra essere lievitato e, per questo, le società richiedono uno sforzo economico maggiore, che potrebbe essere di circa 50 milioni di euro complessivi.

Al momento un accordo potrebbe essere lontano: non è solo il dato economico a distanziare le parti. Come ricorda Wired, Assocertificatori si sarebbe rivolta ad Alessandro Musumeci, attuale capo della segreteria tecnica del sottosegretario all’Innovazione, spiegando che gli operatori auspicano che SPID sia candidato per un futuro sistema di identità digitale dell’Unione Europea.

Senza queste garanzie, è facile pensare che lo SPID sia pronto all’oblio già alla fine della scadenza della proroga in aprile. Si pensa, inoltre, che lo SPID possa lasciare il posto alla Carta di identità elettronica, anche se abbandonare le attuali identità digitali vorrebbe dire aver gettato alle ortiche oltre un miliardo di autenticazioni online effettuate tramite SPID lo scorso anno.

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