Tim Cook ricorda quando Michael Dell consigliava di chiudere e smantellare Apple

Il CEO di Apple ricorda l’infelice uscita del 1997 dell’amministratore delegato di Dell, Michael Dell. Battuta che, ironia della sorte, gli si ritorse contro negli anni seguenti.

Sono passati venti anni ma il CEO di Apple Tim Cook ricorda ancora quando la multinazionale di Cupertino era in grandi difficoltà e l’amministratore delegato di Dell, Michael Dell, nel corso di un evento di settore nell’ottobre del 1997, alla richiesta di sapere cosa avrebbe fatto alla guida di Apple, rispose «La chiuderei e restituirei i soldi agli azionisti». Steve Jobs si appuntò quella frase, che Dell avrebbe rimangiato anni dopo, scrivendo una mail di fuoco a Micheal Dell «Si suppone che gli amministratori delegati abbiano classe. Vedo che questo non è il tuo caso».

Cook, in viaggio in questi giorni in Europa e anche in Italia, ha ricordato la frase di Dell parlando a Oxford mercoledì. «Un giorno improvvisamente Jobs tornò alla Apple e cominciò essenzialmente a licenziare tutti quelli che lavorano con lui all’epoca» ha ricordato Cook. «Cominciò ad assumere. Io non avevo mai incontrato Steve prima». Cook, che allora lavorava come dirigente per il reparto forniture e logistica di Compaq Computers (in seguito diventato un marchio di HP), fu invitato a lavorare per Apple.

«Le persone che rispettavo e mi conoscevano, alcune delle quali sapevano della situazione di Apple, per lo meno in base a sommari presupposti, mi consigliavano di non farlo», suggerendo che era una follia «Lasciare la prima azienda produttrice di PC al mondo, con un grande futuro avanti, per lavorare con un’azienda che stava per fallire, cessare le attività».

michael dell Una slide del 1997 in una presentazione di Apple per i manager interni
Una slide del 1997 in una presentazione di Apple per i manager interni

«Di fatto – ha continuato Cook – Michael Dell, aveva appena detto che se fosse il CEO di Apple, avrebbe chiuso tutto e restituito i soldi agli azionisti. Perché era chiaro che quel libro era scritto, l’ultimo capitolo ea stato terminato, e gli avvenimenti in corso erano solo i capitoli di mezzo». Vi era qualcosa, ha continuano a spiegare Cook, che mi diceva «Vai a ovest, ragazzo», una citazione di Horace Greeley, invito che lo rese celebre e che, alla metà del secolo scorso, fu raccolto da molti concittadini, invogliando i giovani a scommettere la vita sulle terre che si aprivano oltre le Montagne Rocciose.

«Feci quello che avrebbe fatto un ingegnere: una lista di aspetti positivi e negativi. Avviai un foglio elettronico, e i fattori mi dicevano di restare ma il mio intuito mi suggeriva qualcosa di diverso e decisi di ascoltare le mie intuizioni». “Fu una delle decisioni più importanti della mia vita, forse la più importante».

Non è la prima volta, scrive Business Insider, che un CEO di Apple fa riferimento alla infelice battuta di Micheal Dell. Nel 1997 Steve Jobs riunì i suoi manager per illustrare un sistema di produzione e distribuzione build-to-order, rispose a Dell evidenziando la sua frase accompagnata da una foto del dirigente in una slide mostrata nel corso di una presentazione destinata ai manager interni, facendo a sua volta una battuta «Stiamo venendo a prenderti, amico». Ironia della sorte, nel 2013 fu Dell a dovere restituire agli azionisti i soldi e privatizzare l’azienda. Jobs era morto da tempo ma avrebbe sicuramente assaporato la vendetta servita.