Apple: giro di vite sulle manipolazioni delle classifiche App Store e sui cloni

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Apple avvisa che terminerà la partecipazione all’Apple Developer Program degli sviluppatori che ricorrono a sistemi illegali per manipolare le classifiche di App Store. Cupertino rafforza i controlli sulle irregolarità che si verificano sul proprio negozio digitale: rimosse 59 app che imitano titoli e meccaniche di gioco di titoli famosi. Resta però, apparentemente ed inspiegabilmente, immutato il sistema perverso con commenti tarocchi che droga le stellette attribuite dagli utenti.

Apple rafforza icontrolli sulle irregolarità che si verificano su App Store: in un messaggio Cupertino avvisa gli sviluppatori che la partecipazione all’Apple Developer Program verrà terminata per tutti gli sviluppatori che ricorrono a sistemi illegali per manipolare le classifiche di App Store, inoltre nelle ultime ore sono state rimosse numerose app che imitano i titoli e le meccaniche di gioco di famosi giochi originali. Qui di seguito riportiamo il testo dell’avviso di Apple destinato ai programmatori:

“Una volta realizzata una grande app, desideri che tutti ne vengano a conoscenza. Comunque, quando promuovi la tua app dovresti evitare di utilizzare servizi che pubblicizzano o assicurano piazzamenti in posizioni top nelle classifiche di App Store. Anche se non sei personalmente coinvolto nel manipolare il posizionamento nelle classifiche App Store o le recensioni degli utenti, utilizzare servizi che lo fanno per tuo conto può portare alla perdita all’Apple Developer Program”

Nelle scorse ore Cupertino ha rimosso 59 app pubblicate su App Store da Anton Sinelnikov: su un totale di 68 app a suo nome ora ne sono rimaste solamente 9. In questo caso particolare la rimozione sembra sia avvenuta per ragioni completamente diverse dalla manipolazione delle classifiche: tutte le app rimosse infatti risultavano essere cloni che imitavano i titoli e le meccaniche di gioco di titoli famosi originali. La rimozione da parte di Apple è avvenuta a pochi giorni di distanza dall’avvio di un procedimento legale da parte dello sviluppatore Spry Fox che ha accusato Lolapps 6waves di aver copiato il proprio gioco Triple Town. L’ondata di controlli da parte di Cupertino si è intensificata dopo questo episodio e anche dopo un altro caso illustre: secondo Ian Marsh di NimbleBit, lo sviluppatore Zynga, famoso per Farmville e diversi altri giochi online social, ha copiato le meccaniche di gioco di Tiny Tower nell’app Dream Heights.

Infine per quanto riguarda i servizi di manipolazione delle classifiche proposti a pagamento uno sviluppatore ha raccontato la propria esperienza in un post sulla bacheca di Toucharcade. Al costo di 5.000 dollari una società non ben identificata ha proposto allo sviluppatore un sistema infallibile per scalare le classifiche di App Store, in grado di assicurare la presenza nelle prime 10 posizioni per raggiungere il massimo della visibilità. Inizialmente la scalata alle classifiche è possibile grazie a una serie di bot e programmi automatici che scaricano le app gratuite. Quando le app dello sviluppatore raggiungono le prime posizioni gli utenti le notano e iniziano a loro volta a scaricarle. Sembra che il sistema sia stato scoperto da Apple, per questa ragione la società che propone il servizio ha ridotto il prezzo a 5.000 dollari, poco meno di 4.000 euro: in precedenza il costo era sensibilmente superiore. L’obiettivo degli ideatori della frode è quello di sfruttare questo sistema il più possibile con il massimo numero di sviluppatori prima che Apple blocchi tutto.

Dove resta ancora molto, se non tutto, da fare è nella parte dei commenti alle applicazioni.

Alcuni sviluppatori scorretti sembrano avere trovato il sistema per drogare il processo di valutazione degli utenti e non si parla di reclutare amici e parenti che dopo un paio di ore dall’uscita di una certa applicazione hanno già invaso la sezione dei giudizi utenti con commenti tutti rigorosamente a cinque stelle, un patetico malcostume che indubitabilmente è difficile da controllare, ma di un sistema più complesso anche se più facile da sradicare: la pubblicazione di commenti a cinque stelle tradotti con sistemi automatici e in quanto tali evidentemente falsi, scritti da truppe reclutate dallo sviluppatore. Si segnalano anche operazioni più rozze ma condotte con lo stesso spirito: la pubblicazione di commenti del tutto privi di senso logico e attinenza con l’applicazione, commentata con brani estratti da forum nei quali i partecipanti alla discussione parlano di hardware Apple o alcuni servizi, ovviamente sempre accompagnati da un giudizio a cinque stelle sull’applicazione.

Mettendosi dalla parte dell’utente iTunes, capire quali sono gli sviluppatori che seguono queste pratiche non è difficilissimo. Basta verificare se un app ha una ventina o trentina di commenti tutti a quattro o cinque stelle; in alternativa accade anche che ci siano applicazioni con una trentina di commenti a cinque stelle e altrettanti a una o due stelle. In casi come questi è altamente probabile che lo sviluppatore abbia perseguito la politica del reclutamento di commentatori prezzolati.

I più scafati degli utenti iTunes non si faranno ingannare da questo patetico sistema di supporto alla visibilità, ma non altrettanto si può dire dei meno  esperti che saranno indotti a prendere in considerazione prodotti che spesso sono anche di bassa qualità e magari a spendere per scaricarli. Ma anche Apple paga di tasca sua, anche se non moneta sonante. Permettere che questo sistema, non si sa se è più ridicolo o penoso, proliferi, mina la credibilità della componente social di iTunes e la validità di un metro di giudizio importante, quello della valutazione degli utenti e, se vogliamo, anche la credibilità del team Apple che dovrebbe fare da filtro. È infatti impossibile non chiedersi come sia possibile che chi approva i commenti (che sono tutti moderati) possa o non rendersi conto di quel che accade (un madrelingua non dovrebbe avere alcuna difficoltà a comprendere che si tratta di utenti al soldo degli sviluppatori) o tollerarlo invece che sradicare il malcostume e punire severamente gli sviluppatori che lo perseguono.

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