Canzoni usate, prima vendita

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Ieri è avvenuta la prima vendita di una canzone usata comprata da iTunes Music Store. Legale o illegale? Si apre il dibattito su un tema che potrebbe diventare di scottante attualità  e condurre a nuove svolte tecnologiche e legislative in un campo che ha una crescita esplosiva.

La data di ieri rappresenta una piccola pietra miliare nella storia di iTunes e della musica elettronica. Secondo alcuni siti americani, infatti, proprio ieri è avvenuta la prima vendita su Internet di una canzone in formato MP3 ‘€œusata’€.

La transazione è avvenuta in via privata, ovvero mediante la spedizione della canzone tra due utenti di Internet, George Hotelling e Keith Elder; quest’€™ultimo ha comprato la canzone originariamente acquistata su iTunes Music Store per 99 centesimi (Double Dutch Bus, di Devin Vasquez) al prezzo di 50 centesimi.

Il passaggio di proprietà  costituisce una svolta e un nuovo elemento di dibattito in una vicenda cominciata qualche giorno fa quando lo stesso Hotelling aveva messo in vendita una canzone su eBay dando vita ad un dibattito con implicazioni di rilievo nell’€™attuale panorama in cui la musica digitale sta diventando sempre più rilevante. In particolare in molti sono stati costretti a chiedersi se la vendita di canzoni in MP3 ‘€œusate’€ sia da equipararsi alla vendita del software o a quella dei dischi usati, se sia legale e la legislazione in merito sia sufficientemente evoluta così da non ingenerare qualche grattacapo di troppo. A riprova che la transazione non è così scontata, da una parte, la presa di posizione di eBay che aveva tolto l’€™offerta dal suo sito sostenendo che la vendita violava le politiche commerciali del sito, dall’€™altra Apple che sminuiva la rilevanza dell’€™evento in quanto, come noto, le canzoni acquistate su iTunes Music Store sono riproducibili solo su tre computer diversi. In pratica secondo Apple il problema è relativo in quanto esistono limiti tecnici al potenziale proliferare di copie vendute come originali.

Hotelling, nonostante questo, ha proseguito nella sua opera ‘€œprovocatoria’€ e di risveglio delle coscienze, vendendo la canzone privatamente e, per aggirare il blocco dei tre computer, trasferendo il controllo sul suo account su iTunes Music Store (legato ad iTunes stesso) all’€™acquirente. In pratica Hotelling ha cambiato la carta di credito usata per comprare le canzoni con una prepagata e, una volta esaurito il credito, ha trasferito il suo account ad Elder. Una procedura bizantina e non alla portata di tutti, ma che dimostra come sia tecnicamente possibile vendere una canzone ‘€œusata’€ e comprata su iTunes Music Store, nonostante le limitazioni tecniche. Resta da vedere se questa operazione può anche essere considerata legale poiché la legislazione proibendo la vendita di beni software, perché implica la possibilità  di fare copie degli stessi, pare proibire anche la vendita a terzi di canzoni digitali.

Secondo Hotelling il problema è di scottante attualità  perché chi dovesse riuscire a trovare un sistema per poter trasferire le canzoni acquistati ad altri, avrebbe un vantaggio competitivo. Si potrebbe organizzare un sistema in cui, ad esempio, diviene possibile regalare album elettronici o singole canzoni. La prospettiva però pare complicare la vita sia a chi organizza la vendita su Internet sia ai discografici che potrebbero trovarsi di fronte ad un’€™altra matassa da dipanare in un orizzonte che già  oggi non ha fondamenta solidissime e viaggia sul filo del rasoio, in bilico com’€™è tra la preoccupazione della RIAA che il commercio elettronico, anche legale, possa portare alla diffusione di copie illegali, e quella di chi commercia su Internet in musica e gli analisti che credono che proprio questa sia la strada per frenare la pirateria e tornare a rilanciare il consumo di musica.