Così Apple cerca di catturare le etichette indipendenti

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Contratti identici a quelle delle mayor, stesso sistema di distribuzione. Ecco, grazie ad alcune informazioni diffuse inavvertitamente, come Apple intende conquistare la fiducia delle case discografiche idipendenti.

Sono 3,5 milioni le canzoni scaricate dall’€™iTunes Music Store in poco più di sei settimane. Questo uno dei dati emersi nel corso dell’€™incontro con le etichette indipendenti e tenutosi lo scorso giovedì a Cupertino.

Il numero delle canzoni scaricate e altri dettagli forniti nel corso dell’€™evento e che dovevano restare privati sono comparsi su Internet in seguito alla leggerezza di uno dei partecipanti al meeting, il rivenditore CD Baby. Una volta realizzato che le informazioni ricevute erano da considerarsi come confidenziali, i responsabili del sito hanno provveduto alla loro rimozione, ma oramai molti siti d’€™informazione, tra cui la BBC, avevano già  ripreso la notizia.

So è così appreso che le vendite di musica digitale continuano ad andare molto bene: 500.000 canzoni scaricate in media ogni settimana. Di queste la metà  sono album, a riprova che la possibilità  di scegliere i brani non limita la diffusione dei cosidetti long playing.

Tra i servizi più popolari c’€™è la possibilità  di ascoltare un’€™anteprima delle canzoni. Per ciascun acquisto ci sono dieci ascolti di altri brani. I clienti di Apple hanno anche fiducia nel sistema d’€™acquisto; ben il 90% delle vendite avvengono con ‘€œOne Click’€, la particolare metodologia facilitata che però prevede l’€™archiviazione dei dati della carta di credito da parte di Apple.

Cupertino ha proposto ai rappresentanti di circa 150 etichette indipendenti lo stesso contratto stipulato con le grandi case discografiche e lo stesso trattamento al punto di vista tecnologico ed organizzativo. D’€™altra parte l’€™accordo non è negoziabile: ‘€œprendere o lasciare’€, avrebbe detto Steve Jobs.