Il Wi-fi in Italia vola ancora basso

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Il Wi-Fi in Italia è decollato, ma il volo è incerto e ancora a bassa quota. Questo l’esito di una indagine svolta sulla diffusione della connettività  senza fili nel nostro paese, limitata da problemi tecnici e carenze legislative.

Il Wifi in Italia ha preso il volo ma la navigazione è ancora difficoltosa e a bassa quota. Così si può sintetizzare, parafrasando, una ricerca dell’€™Osservatorio del Politecnico di Milano che ha pubblicato recentemente una indagine sullo stato di diffusione della connettività  senza fili nel nostro paese.

L’€™inchiesta, realizzata intervistando 23 fornitori d’€™accesso su tutto il territorio nazionale, ha individuato 800 hot spot attivi di cui la metà  (50%) sono collocati in hotel e centro congressi, il 12% in pubblici esercizi e quelli rimanenti in altri punti di grande transito come aereoporti, stazioni ferroviarie e porti oltre che università . La diffusione geografica degli hot spot vende in prima fila la Lombardia che ha il 24% dei punti d’€™accesso (195), al secondo posto il Lazio con 109 (13,6%) e al terzo la Sicilia 80 (10%). Queste tre Regioni hanno dunque il 50% degli hot spot pubblici (gratuiti o a pagamento) presenti sul territorio nazionale.

Secondo quanto riferisce l’€™Osservatorio la crescita nel corso degli ultimi mesi è stata importante. Gli hot spot erano 450 a settembre, 650 a dicembre prima di arrivare a 800 a fine marzo.

Il tasso d’€™utilizzo è anche questo in crescita. Nei primi tre mesi del 2004 gli utenti unici sono stati 16.000 di cui 400 giornalieri nel solo mese di marzo. Il metodo di pagamento più diffuso è quello della carta prepagata con costi che vanno per le tariffe a consumo da 3 euro l’€™ora a 20 euro l’€™ora e da 6 a 9,9 euro l’€™ora per le tariffe ‘€œflat’€.

Nonostante le cifre appaiano significative e comunque indicative di una presa sul pubblico, sono distanti dalle previsioni che parlavano di 1400 hot spot entro la fine del 2003. A rallentare la crescita la mancanza di un vero e proprio ‘€œecosistema’€ che favorisca il Wifi, i problemi tecnici che impongono un solo operatore per hot spot e la mancanza di una legislazione che favorisca la creazione di hot spot in aree che ne sono ancora prive e che non hanno infrastrutture.

In ogni caso secondo l’€™Osservatorio il traguardo dei 2600 hot spot entro la fine del 2004 potrebbe comunque essere raggiunto.