La Cina contro Google Books

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Segnata in estremo oriente la prima causa contro Google per il suo programma di digitalizzazione dei libri. La scrittrice Mian Mian vuole novemila dollari per danni alla pubblicazione digitale non autorizzata dei suoi libri. E intanto dagli archivi di Books emerge una chicca d’altri tempi: tutti i numeri dello straordinario e ineffabile Weekly World News, il più bel settimanale-spazzatura da supermercato che la storia del giornalismo anglosassone ricordi.

Google Books sempre più sotto attacco legale. Non ci sono solo le cause negli USA e in Francia, adesso ci si mettono anche i cinesi. La notizia che emerge dalla rete è che Google è stato convocato in un tribunale di Pechino per rispondere alle accuse di Mian Mian, scrittrice cinese conosciuta anche in occidente. Lei si è ritrovata i suoi libri scannerizzati e digitalizzati, ed ha chiesto novemila dollari di danni all’azienda. Google ha annunciato di aver già  ritirato i libri dell’autrice da Google Books.

Sempre su Google Books, che è uno dei temi più popolari di queste settimane nel mondo economico perché visto come uno dei pilastri dell’evoluzione dell’industria dei contenuti, si trovano però anche delle sorprese molto, molto particolari. Un esempio per tutti è questa pagina dove sono digitalizzate le pagine di Weekly World News.

Il settimanale è forse uno dei casi più belli di giornalismo spazzatura della storia. Lanciato da Generoso Pope nel 1979 e chiuso nel 2007, ha creato scalpore per le sue copertine deliranti e i suoi pezzi inadatti a un pubblico dotato di neuroni. Negli anni ottanta la tiratura record di 1,2 milioni di copie per numero era stata raggiunta dal genio del giornalismo-spazzatura, Eddie Clontz: ex fattorino e assistente editor di giornalini di provincia, entrato nel News e diventato per venti anni l’artefice del successo di questa pubblicazione da supermercato.

Indimenticabili titoli come: “Le termini divorano la Torre Eiffel”, “Ecco l’uomo con tutti pollici nelle mani”, “Arrivano i medicinali per i morti”, “Ci sono ancora bambini vivi a bordo del Titanic”.