Nuovi chip Motorola vietati ai produttori di upgrade?

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I produttori di upgrade non sono in grado di usare i processori di nuova generazione di Motorola. “Esiste una limitazione per il loro uso”, dicono alcune fonti. Opera di Apple?

I nuovi processori della serie MPC 7450 e 7410 utilizzati nelle nuove macchine di Apple renderebbero se non impossibile certo molto difficile creare schede di aggiornamento per upgradare vecchie macchine dotate di chip di generazione precedente.
La notizia, che per ora resta a livello di indiscrezione, è stata diffusa nella giornata di ieri da Macnn che si dice non in grado di precisare oltre su questo argomento. La fonte, in ogni caso, sarebbe una società  che si occupa proprio di produrre schede di upgrading.
Nelle scorse settimane su Internet si erano diffuse voci contrastanti al proposito fondate sulla scorta della innaturale stasi che regna nel settore delle schede di aggiornamento. Al momento gli unici kit disponibili arrivano a 500 MHz, la massima velocità  raggiunta dall’MPC 7400 la cui sfortunata storia commerciale e in fatto di evoluzione tecnologica è ben nota a tutti. Da gennaio, però, Apple ha iniziato ad utilizzare nelle sue macchine processori della serie 7410 e 7450. Ora la versione 7410 è stata abbandonata per passare alla sola versione 7450 che è balzata a 867 MHz. I processori della serie 7400 sono in dotazione unicamente ai Titanium che arrivano, appunto, al massimo a 500 MHz.
E’ difficile dire se il “posto di blocco” di cui parlano i produttori di schede di aggiornamento sia da riferire ad alcune mosse attuate da Apple o dalle caratteristiche dei processori. E’ però probabile che l’impossibilità  di aggiornare le schede madri dei Mac sia da riferire ad alcune variazioni nell’ingegnerizzazione di Cupertino. Già  in passato Apple aveva provato a rendere difficoltoso l’aggiornamento dei Mac usando il codice contenuto nel firmware, ostacoli superati mediante una operazione di reverse engineering da parte dei produttori di schede stessi. Ancora prima, e in tempi non sospetti, la nostra rivista on line aveva ricevuto da fonti americane l’indiscrezione secondo cui Jobs tra le prime mosse attuate al ritorno nella sua carica di CEO, aveva chiesto di studiare come rendere difficile se non impossibile l’aggiornamento dei Mac, visto come uno dei fattori di minore vendita delle macchine Apple rispetto ai PC.