Quanto scalda un Titanium?

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La domanda è legittima, soprattutto ricordando la prima serie di PowerBook WallStreet; le cose ora sembrano andare meglio.

Uno dei primi dubbi di moltissimi clienti Apple, all’indomani della presentazione di Titanium, fu la temperatura d’esercizio che il portatile avrebbe raggiunto; alla presentazione dei primi WallStreet, infatti, gli stessi dubbi si trasformarono in sconcertante certezza quando si scoprì che molte macchine scaldavano così tanto da giungere alla soglia dell’inutilizzabilità  e le altre, comunque, scaldavano a sufficienza da rendere quantomeno molto scomodo l’uso.
Memori di quell’esperienza, il dubbio si ripropone con le nuove macchine, che addirittura montano un processore G4, certo non un esempio di processore freddissimo.
La nostra esperienza diretta a San Francisco ci fa ben sperare, le macchine erano si calde, ma dopo molte ore di lavoro e di permanenza su un bancone illuminato internamente da forti faretti, che contribuivano notevolmente al riscaldamento delle superfici.
A confortarci, ma solo fino ad un certo punto, c’è ora l’esperienza diretta di un lettore di LowEndMac, uno dei pochi fortunati che sono entrati in possesso della propria macchina in tempi ragioneovli. Secondo il lettore, infatti, la ventola di raffreddamento entra in funzione solo per cinque minuti e solo dopo alcune ore di lavoro con la macchina, mentre la superficie del portatile, soprattutto inferiormente, si surriscalda in modo sensibile; nulla di drammatico, certamente non al punto di scottare letteralmente, ma abbastanza da rendere scomodo il lavoro appoggiando il portatile sulle gambe.
In ogni caso, siamo ben lontati dai limiti raggiunti dai portatili WallStreet, seppur caldi, i nuovi PowerBook smaltiscono il calore inferiormente e posteriormente e non attraverso la tastiera e la parte superiore del case, almeno queste nuove macchine non bruciano i polpastrelli quando si scrive!