Videogioco-dipendenti? Negli Usa non è (ancora) una malattia

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Avete la passione per il joystick? Passate trenta ore al giorno (si fa per dire) davanti alla Playstation? Secondo alcuni potrebbe essere una dipendenza che porta alla malattia. Ma l’associazione dei medici statunitensi ha deciso che non lo è. Almeno per adesso…

A congresso, i membri della American Medical Association hanno analizzato approfonditamente la questione e sono giunti a un punto d’accordo: giocare troppo con i video games non è una forma di dipendenza né una malattia mentale. Ovvero, potrebbe esserlo, ma per capirlo ci vorranno ancora cinque anni di analisi e test: solo allora si saprà  ed eventualmente bisognerà  aggiungere al American Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders (la Bibbia delle patologie mentali) anche i video games.

La notizia è abbastanza confortante almeno nel breve periodo, soprattutto visto il trattamento che i media stanno facendo dei videogiochi – che adesso hanno peraltro superato non solo il fatturato del cinema, ma anche quello dell’industria musicale – anche per i recenti casi di censura ministeriale in Italia (ma nel resto del mondo è imposta dagli stessi produttori e dalla loro associazione di categoria) a Manhunt II.

Nei prossimi mesi vedremo se in effetti è una patologia il troppo amore per i videogiochi. Così come è risultato essere una sindrome con forte dipendenza quella relativa ad Internet, ovverosia la famigerata Internet Addiction