Zucchetti contro Microsoft: un benvenuto amaro a Bill Gates

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Microsoft e i produttori di software gestionale: Zucchetti va all’attacco con una lettera dal titolo: “Bill Gates va al senato: i nostri rappresentanti politici ne approfittarenno per tutelare decine di migliaia di posti di lavoro e la ricerca informatica, nonché la competitività  del paese?”. Ecco il testo integrale.

Pubblichiamo su queste pagine una lettera aperta che il titolare di Zucchetti, azienda italiana da sempre ai primi posti nel mercato gestionale ha inviato ai Senatori della Repubblica e agli organi di stampa per segnalare e in qualche modo controbattere il comportamento di Microsoft nei confronti degli sviluppatori “indipendenti”.
Ovviamente siamo disponibili a pubblicare qualsiasi controreplica e abbiamo aperto un dibattito in tal senso anche in questa pagina del nostro Forum .

Ecco il testo inviatoci da Zucchetti.

“Finalmente una “bella notizia” per tutti gli imprenditori nel settore dell’informatica gestionale, per i loro dipendenti, collaboratori e partner, ovvero per decine di migliaia di cittadini italiani che rischiano il posto di lavoro: il “Grande Timoniere” dell’informatica mondiale si appresta a far visita ai Senatori della Repubblica Italiana. L’evento è previsto per il 31 gennaio p.v. e probabilmente non mancheranno feste, ricevimenti e convivialità  varie.

Del resto, quando Gates ci gratifica della Sua presenza, solitamente non si limita al classico giretto turistico in suolo italico. Anche durante le Sue visite passate è stato accolto in pompa magna e gli sono stati tributati onori da autorità  politiche, nonché da personaggi di spicco della cultura e dell’economia, che sicuramente non mancheranno di correre ossequiosi anche questa volta.

In genere, nelle visite “ufficiali” appare in compagnia dei Suoi più stretti collaboratori italiani. Le stesse persone che, annunciando la nuova strategia di Microsoft nel settore dell’it che ci vede da sempre impegnati, hanno implicitamente consigliato alle software house, che producono gestionali, di cambiare mestiere .

La notizia dell’imminente visita di Gates al Senato mi suggerisce alcune riflessioni:

– l’Unione Europea attualmente è impegnata in attività  di sensibilizzazione degli Stati membri affinché gli stessi promuovano ed incentivino investimenti a favore di piattaforme tecnologiche alternative a Microsoft. Ad esempio si sostiene che, con l’open source, l’Europa può diventare leader mondiale nel mondo dell’ict , liberandosi dal vassallaggio e dai costosi tributi versati continuamente alla multinazionale americana.
Sicuramente i nostri rappresentanti parlamentari auspicheranno la stessa cosa, anzi sono certo che, in occasione della visita di Gates, i nostri Senatori vorranno approfondire ed affrontare questo tema.

– Presso il Senato della Repubblica è giacente un disegno di legge, che speriamo venga presto discusso ed approvato, che intende favorire l’adozione, nella P.A., di tecnologia informatica indipendente, ovvero alternativa a Microsoft. Il titolo del DDL, attualmente assegnato alla Commissione per gli Affari Costituzionali, è eloquente: “Norme in materia di pluralismo informatico e sull’adozione e diffusione del software libero nella pubblica amministrazione”.

Sono certo che i Senatori co-firmatari dell’iniziativa, vorranno approfittare dell’occasione per fornire a Gates ulteriori informazioni in merito. In proposito, spero che non ci si accontenti delle dichiarazioni “distensive” circa la dichiarata disponibilità  di Microsoft (peraltro parziale) di rilasciare il codice sorgente delle applicazioni agli Enti Governativi. Il vero problema è la dipendenza economica e culturale a cui si deve sottostare quando il mercato offre una sola soluzione e il fornitore beneficia di posizione più che dominante…

– Il capo del Governo alcuni giorni fa, in occasione dell’inaugurazione della mostra filatelica di Montecitorio sulla Repubblica Italiana, ha manifestato una certa preoccupazione nei confronti di quello che lui stesso ha definito “il problema della schiavitù tecnologica”. Per la verità  il Presidente Berlusconi si riferiva all’abuso nell’utilizzo degli SMS nella comunicazione dei nostri giovani; ma è pacifico che si debba considerare “schiavitù tecnologica” anche quella che subiscono le persone nell’uso di strumenti informatici quando l’offerta si riduce ad un monoprodotto, ovvero nello scenario che Microsoft auspica e che noi, con forza, contestiamo.
Possiamo considerarci davvero liberi di scegliere se tutte le volte (o quasi) che utilizziamo prodotti o servizi informatici – nelle nostre attività  professionali e non- dobbiamo ricorrere a Microsoft? Sono certo che la questione stia a cuore anche ai nostri parlamentari e possa trovare approfondimento in occasione della visita di Gates.

– Quotidianamente, dal mondo politico, arrivano a noi imprenditori messaggi di incoraggiamento nell’imprimere accelerazioni al nostro lavoro. Ci viene chiesto di andare avanti, investire, creare nuovi posti di lavoro. In particolare, ricordo un intervento del Quirinale molto stimolante, in occasione della recente celebrazione del Tricolore. Il Presidente Ciampi chiedeva più sviluppo in tutti i campi della vita civile. Riporto fedelmente un passaggio del discorso: “L’Italia può fare di più, e meglio, nell’accrescere il proprio sviluppo e nel diffonderlo nelle varie regioni del mondo”.

Come ho già  scritto, le aziende italiane impegnate nel settore dell’informatica gestionale danno lavoro, attualmente, a decine di migliaia di cittadini italiani e contribuiscono al sostentamento di altrettante famiglie. La strategia di Microsoft in questo settore rischia di azzerare tutto ciò, comprese le attività  di ricerca ed innovazione che da sempre cerchiamo di portare avanti.

Se tutto ciò sparisse, considerato che ormai l’informatica gestionale entra in quasi tutti i processi delle aziende industriali, di quelle di servizi, nonché di quelle pubbliche, ne risentirebbe lo sviluppo dell’intero paese e la competitività  delle imprese italiane.
Sono certo che questo grido d’allarme non rimarrà  inascoltato e troverà  pronta la sensibilità  dei nostri Senatori affinché anche questa questione possa trovare approfondimento in occasione della visita di Gates.

Naturalmente senza accontentarci di affermazioni tranquillizzanti, che non risolvono niente e senza osannarlo per qualche Suo eventuale gesto di magnanimità , fatto probabilmente per raccogliere in seguito contratti di più grande portata o per tenerci buoni per il probabile monopolio anche nel settore gestionale che ci imporrà  la società  di Bill.

Auspico pertanto che anche negli ambienti politici italiani ci si renda conto del gravissimo pericolo che il mondo dell’informatica gestionale italiana sta correndo e che noi stiamo denunciando con forza in questi giorni: Microsoft sta cercando di ghettizzare noi produttori di software in una sorta di “riserva indiana”. Sterminarci sarebbe “politicamente scorretto” e Gates lo sa. La strategia è quella di decimarci, colonizzarci culturalmente ed economicamente, drogarci con una serie di dichiarazioni finalizzate a “tenerci buoni”, per limitare i nostri tentativi di protesta e reazione: proprio come hanno fatto gli avi di Gates con gli indiani d’America.

Se prestiamo orecchio alle recenti dichiarazioni di qualche nostro collega/concorrente (e al silenzio assoluto di altri) ci rendiamo conto, mestamente, che tale strategia purtroppo funziona.

Non chiediamo protezionismo, ma non possiamo accettare passivamente che le soluzioni delle software house italiane, oggi apprezzate ed utilizzate da tanti milioni di cittadini negli uffici pubblici e privati, in futuro possano trovare spazio soltanto in qualche bottega naif per il commercio “equo e solidale”.

Non chiediamo, per i nostri prodotti, il marchio Denominazione di Origine Protetta, ma solo la libertà  di poter continuare a fare il nostro lavoro e quella, ancor più importante, delle aziende private e pubbliche e dei cittadini di poter scegliere le soluzioni che preferiscono e non quelle imposte da un monopolista che farebbe sparire dal mercato anche tante soluzioni notevolmente migliori.

Domenico Zucchetti”