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300, dietro ogni grande Kolossal c’è sempre un Mac…

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Per girarlo ci sono voluti sessanta giorni: in Canada, davanti a un enorme schermo verde per poi poter “piazzare” tutti gli effetti speciali e gli scenari del caso. Hanno utilizzato anche videocamere ad alta definizione con velocità  elevata: da 50 a 150 frame al secondo.

E’ il pedigree di “300”, l’epico film realizzato per celebrare sia il fumetto di Frank Miller che l’epopea degli spartani alle Termopili, quelli che lasciarono l’epigrafe famosa (“O viandante, annuncia agli spartani che qui noi giacciam per aver obbedito alle loro parole”) attribuita a Simonide e che in pochissimi guidati dal re Leonida fermarono l’esercito infinito (si parla di due milioni di soldati) guidato dal re persiano Serse, figlio di Dario e tornato verso la Grecia per saldare il conto lasciato sospeso pochi decenni prima.

Sorvoliamo sull’epica del film, che nel primo fine settimana al botteghino Usa ha incassato 72 milioni di dollari e che d’un tratto è balzato sulle prime pagine dei giornali: gli scenari, la violenza e il coraggio, gli straordinari colori (bruciati, quasi in bianco e nero, con una dominanza di rosso nei mantelli dei 300 a ricordare il sangue che scorre letteralmente a fiumi, visto che i Medi – dissero alcuni disertori tracotanti a Leonida – erano così numerosi che le loro frecce avrebbero oscurato il sole e che allora gli spartani – per tutta risposta – “avrebbero combattuto nell’ombra”) e la potente colonna sonora che alterna incantati e cristallini momenti accanto a straordinari slow-motion a una fitta tessitura quasi heavy-metal azzeccata anche se un po’ fa pensare a quei film tedeschi degli anni Settanta.

Vabbé. 300 non ha l’ambizione di essere una accurata ricostruzione né un fumettone, ma un’epopea potente, in grado di superare Il Gladiatore, Alexander e Troy. Ci riesce abbondantemente.

Qui è possibile, per gli impazienti, vedersi i due trailer anche ad alta risoluzione.

A noi invece interessa mostrare cosa c’è dietro questo film che tra poco meno di un anno macinerà  sicuramente Oscar su Oscar.
Infatti, dopo i due mesi di riprese, in un anno è stato assemblato il vero film con il lavoro di più di 10 diverse società  specializzate in effetti speciali. Un lavoro epico, che ha richiesto sia per l’editing Avid e soprattutto Final Cut Pro che due ordini diversi di effetti speciali.

Per quelli tridimensionali, Maya, Xsi e Lightwave. Per quelli bidimensionali, invce, Shake, Inferno, Fusion e Combustion. Tutta la gestione del colore è stata fatta attraverso Truelight, per lavorare il girato è stato archiviato e messo a disposizione di 15 Mac Pro G5, occupando alla fine 16 terabyte di spazio su disco, mentre per le anteprime di lavoro il formato scelto è stato QuickTime HD (poi il master è un formato HD proprietario per la stampa su pellicola che utilizza nastri HD SR).

L’epopea delle Termopili, una delle battaglie tra greci e persiani, è solo l’occasione per raccontare una storia di coraggio, violenza, passione, sacrificio, dolore, forza. Va detto che quel momento della storia, il Quinto secolo, è quello in cui la Grecia acquista coscienza di se stessa e in cui nasce – nel bene o nel male – la pianta di cui noi siamo discendenti: la civiltà  Occidentale, all’epoca alquanto chiusa su se stessa e primitiva, ha nella Grecia sfidata dai ben più civilizzati ed evoluti persiani la sua prova del fuoco.

Poi, come furono proprio i greci e i romani dopo di loro a puntualizzare, la storia la scrivono i vincitori e quindi i persiani si tramutarono in decadenti e violente belve assetate di sangue. Falso, ma ogni famiglia che si rispetti ha in soffitta qualche ricordo sgradevole che è stato “aggiustato” a misura per i nipotini.

300

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