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Apple e Samsung proveranno ad accordarsi

Dopo mesi di azioi legali a suon di carte bollate, Apple e Samsung potrebbero metterci una pietra sopra e almeno tentare di trovare un accordo per sedare i loro conflitti, che ormai perdurano da diversi mesi. La notizia è riportata dal solito ben informato Florian Mueller secondo cui entr 90 giorni si terrà un incontro fra di due amministratori delegati delle società, accompagnati dai rispettivi consiglieri, per tentare di trovare un accordo in merito alle molteplici cause che vedono di due colossi fronteggiarsi in tribunale.

Il procedimento è comunque semi-volontario, essendo stato richiesto dal giudice Judge Koh, cui le due parti hanno manifestato una disponibilità in quest senso. Resta il fatto che la corte potrà obbligare Apple e Samsung a discutere, ma non può forzarli a trovare un accordo. La stessa procedura venne seguita nel caso di Google e Oracle ma senza successo, con le due aziende ora impegnate in un processo.

Sarà comunque sicuramente interessante vedere Tim Cook confrontarsi con Gee-Sung Choi (nell’immagine a fondo pagina), un incontro che probabilmente testimonia una maggior volontà del nuovo Ceo di Apple al dialogo rispetto a Steve Jobs, il quale – conoscendo la sua avversione verso Android – avrebbe molto probabilmente rifiutato qualunque tentativo di risolvere la diatriba in maniera pacifica e mediata.

L’ipotesi che Cook possa chiudere la vicenda con un accordo mediato è in circolazione da tempo e avanzata, ad esempio da Walter Isaacson, autore della biografia di Jobs che parte dala constazione del carattere del nuovo CEO di Apple, assai più realista di del suo predecessore, meno umorale, più razionale e più attento a mettere nel conto ogni aspetto delle vicende lasciando da parte le questioni di principio, vere o presunte, nelle vicende che affronta. Per altro è ormai opinione diffusa di diversi osservatori come la causa legale che oppone Cupertino all’azienda coreana non porterà da nessuna parte, se non ad arricchire il conto in banca di battaglioni di avvocati e questo potrebbe essere un buon punto di partenza da cui partire per cercare di lasciarsi dietro le spalle l’istinto di Jobs alla guerra termonucleare contro Android.

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