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Apple, immenso progetto di rimboschimento per il Campus 2: pronti 4600 alberi

Continuano senza sosta i lavori di costruzione per il nuovo campus di Apple e le ultime novità dal sito che ospiterà il futuro quartier generale riguardano il rimboschimento dell’area. Ammassati in un vivaio della costa est americana, Apple sta facendo crescere oltre 4600 alberi, ospitati all’interno di grandi contenitori di legno.

VentureBeat spiega che verso la fine dell’anno un team di arboristi ingaggiati da Apple comincerà a portare gli alberi due o tre alla volta a Cupertino, dove saranno accuratamente piantati, nell’ambito di un grande progetto di ripristino del piano paesaggistico.

L’investimento nelle piante rappresenta quel tipo di attenzione ai dettagli per la quale Apple si fa da sempre notare; anziché piccole piante che avrebbero bisogno di almeno 20 anni per crescere, Apple vuole rendere prima possibile l’ambiente circostante bello e vivibile, offrendo ai dipendenti la sensazione di vivere nei pressi di una sorta di foreste delle meraviglie.

Non è la prima volta che aziende acquistano e piantano alberi già grandi ma la il loro numero a livello paesaggistico è forse senza precedenti. Un arboricoltore della Bay Area spiega che si tratta di un progetto “piuttosto ambizioso”; “molti progetti di sviluppo si avviano senza comprendere il valore dei trapianti dei grandi alberi”; “vedono soltanto i costi e pensano: “Oh, mio Dio, è così costoso!”, ma altre persone capiscono il valore di alberi già grandi, disponibili sin dall’apertura, con un ambiente paesaggistico già piuttosto consolidato”. “Apple ha capito”, continua l’arborista, “e sono disposti a spendere soldi per farlo nel modo giusto; è entusiasmante la loro disposizione a rischiare”.

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Quando completato, il nuovo campus avrà oltre 8000 alberi da ombra e da frutto, di cui 7000 piantati ex novo. Molte specie son resistenti alla siccità in modo da ridurre l’uso di acqua per l’irrigazione. Apple ha studiato meccanismi che consentono di raccogliere e sfruttare l’acqua piovana, sfruttando per il campus anche 690.000 litri di acqua che arriva dagli impianti di riciclaggio della città di Sunnyvale.

“Al momento” disse Steve Jobs quando presentò il progetto alla città, “l’area paesaggistica rappresenta il 20% del campus, la maggiorparte di spazi sono occupati da parcheggi asfaltati”; “vogliamo cambiare completamente tutto ciò e e rendere l’80% del campus area paesaggistica”, spiegando che molti dei parcheggi sarebbero stati diventati sotterranei, nascosti alla vista. Per Jobs, cresciuto nell’area, il progetto rappresentava anche un modo per recuperare le sensazioni perdute che si provavano in zona, con i grandi spazi aperti e frutteti che si vedevano prima della costruzione dei grandi e grigi edifici adibiti a uffici.

“Il progetto paesaggistico con terreni erbosi e boschi permetterà di creare un ambiente ecologico con ricchi querceti che ricordano la vecchia Santa Clara Valley” ha spiegato Apple nella presentazione dell’epoca; “saranno integrati sia piante giovani, sia alberi adulti, nativi e resistenti alla siccità che prosperano nella Santa Clara County e che richiedono un consumo idrico minimo”. L’aumento delle superfici permeabili permetterà di promuovere il drenaggio naturale e migliorare la qualità delle acque del Calabazas Creek (fiume che ha la foce nella Baia di San Francisco); “il premuroso ed esteso progetto di architettura paesaggistica richiamerà il passato pre-agricolo e agricolo di Cupertino”.

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Tra le persone che si occuperanno delle piante, c’è  Dave Muffly, figura già nota a Palo Alto tra i gruppi ambientalisti e che guiderà i team che cureranno le specie arboree del campus. Il progetto prevede varie fasi, inclusa l’estrazione e conservazioni di specie esistenti già sul luogo (che saranno trapiantate) e la piantagione di nuovi alberi (querce sempreverdi, olivi, conifere e alberi da frutto). Una parte degli alberi in attesa di essere trapiantati si trovano in vivai di proprietà della azienda Valley Crest che si trovano a Farmington (California), altri si trovano in un diverso vivaio di Sunol (sempre in California). Alcune specie di grandi dimensioni provengono dalla West Coast, dall’Oregon e dal New Mexico (piante che hanno tre, sette anni ma alcune anche venti anni).

L’Apple Campus 2 sarà ovviamente alimentato al 100% con energia rinnovabile, generata principalmente da uno degli impianti fotovoltaici privati più grandi al mondo. L’aria fluirà liberamente tra l’esterno e l’interno dell’edificio, garantendo un sistema di ventilazione naturale per tre quarti dell’anno.

La Mela spiega che il nuovo campus sarà l’edificio a più alta efficienza energetica tra quelli della sua categoria. Apple è impegnata a riciclare oltre il 95% dei materiali provenienti dalla demolizione degli edifici preesistenti, cercando di riutilizzare fino al più piccolo pezzo di cemento, vetro e metallo.

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