Apple prepara l’addio ad AirPort?

Non cambia solo il nome del sistema operativo, adesso "OS X" senza più "Mac", e tutta la nomenclatura dei servizi MobileMe adesso iCloud. Anche la connessione senza fili in Lion prende un nome nuovo, più generale, e diventa "Wi-Fi". Intanto, l'esaurirsi nei negozi dei prodotti AirPort hardware venduti da Apple (Express, Extreme e Time Capsule) fa pensare che forse si sta per avvicinare un profondo ricambio di tutta la linea

Lion porta una ventata di novità anche “formali”, sui nomi. E sappiamo bene che Apple non fa niente per caso. Non si cambia un nome che Steve non voglia, e se Steve vuole, c’è sempre un perché. Lo capiremo poi, a posteriori, durante il consuntivo. In questo caso, parliamo di AirPort, la tecnologia che Apple utilizza per effettuare i collegamenti senza fili in standard 802.11 (di cui l’azienda è stata uno dei principali protagonisti) tra computer e apparecchi di vario genere.

All’interno di OS X 10.7 in arte Lion (anche questo un nome cambiato, senza più “Mac”, per motivi che probabilmente capiremo tra un annetto o giù di lì) sta infatti emergendo che non c’è più la scritta “AirPort, che veniva utilizzata per indicare nel mondo Mac i generici collegamenti senza fili in standard 802.11. Ebbene, sembrerà poca cosa, ma il nome adottato fin dal 1999 con il primo iBook, adesso diventa ufficialmente “Wi-Fi” (con il trattino tra le due parole, acronimo di Wireless Fidelity). Sicuramente semplificando la vita al mondo di utilizzatori di PC che passano al Mac, e allineando anche la nomenclatura a quella di iPhone, iPod touch e iPad.

Non è l’unica cosa in ballo, però. Secondo gli analisti negli USA i negozi stanno andando a corto di prodotti per la connettività wireless: AirPort Express, AirPort Extreme e Time Capsule. Non significa niente, ovviamente, però il rumor che ci fosse un aggiornamento imminente di tutta la linea dura oramai da settimane. E nei giorni immediatamente prima del keynote della WWDC 2011 si era addirittura speculato che una delle caratteristiche di iCloud sarebbe stata quella di sfruttare le basi dotate di un disco rigido (come la Time Capsule) per fare da “server” ai servizi nella nuvola. Un ragionamento che finora si è dimostrato fallace, ma che potrebbe comunque essere indizio di un cambiamento importante in questi apparecchi, che sicuramente qualche funzionalità nuova dovrebbero presto averla visto che dovranno funzionare anche in ambiente iCloud, erogando servizi agli utenti Mac, Pc e iOS. Ricordiamo che Macitynet ha parlato dei nuovi indizi circa la prossima generazione di Time Capsule e AirPort Extreme anche in questo articolo