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Boom assistenti vocali per la casa: ora sfida tra Amazon e Google, aspettando Apple

Un milione e ottocentomila nel 2016, tre milioni nel 2017 fino a 15 milioni nel 2020: sono queste le cifre della crescita prevista per gli assistenti vocali per la casa da Strategy Analytics per una classe di dispositivi del tutto nuova, nata sull’onda di Amazon Echo e della sua Alexa, diretta discendente degli assistenti vocali inglobati negli smartphone come Siri e Cortana.

Se Amazon con il suo Echo, in commmercio da poco anche in Inghilterra e in Germania a 179,99 euro anche nella versione economica Echo Dot a 59,99 euro, è stata la prima ad arrivare sul mercato con una soluzione che vede combinati altoparlante, microfono e sopratutto un assistente in grado di interpretare le nostre richieste in combinazione con il mondo dei servizi digitali e della domotica, l’arrivo di Google dovrebbe ampliare enormemente il mercato sopratutto grazie alla gestione di un piccolo ecosistema basato su Chromecast ed alcune caratteristiche che vi abbiamo descritto nella presentazione del prodotto.

Il prezzo di Google Home, 129 dolllari in USA è a metà tra Echo ed Echo Dot e dovrebbe attirare i nuovi utenti mentre la mossa di Amazon di vendere pacchetti di 5 Echo dot a 250 Dollari USA potrebbe incoraggiare l’installazione dei dispositivi in ogni stanza della casa.

Google home assistenti vocaliAnche se l’hardware con le sue novità tecnologiche sembra venduto ad un prezzo molto basso e si potrebbe dubitare che generi direttamente profitto, non dobbiamo dimenticare che si tratta di un ulteriore strumento per aziende come Google e Amazon per vendere prodotti e servizi: dalla musica in streaming, ai beni “materiali” come l’acquisto della spesa quotidiana attraverso Prime o Google Express o alla visione di film a noleggio fino ovviamente alla definitiva targettizzazione dell’utente che viene studiato in qualsiasi sua richiesta, magari nel rispetto della privacy e con dati aggregati, ma sicuramente con la possibilità di trovare correlazioni nei comportamenti a un livello difficilmente riscontrabile anche nell’interazione con uno smartphone.

Con un sistema di comandi vocali all’interno della casa e con dispositivi abbinati alle singole stanze la geolocalizzazione dell’utente e la correlazione con le sue richieste, le sue abitudini, i suoi orari può raggiungere dei livelli che il semplice GPS e il posizionamento con i router non permettevano.

Joe Branca, Senior Analyst di Strategy Analytics afferma che sebbene Amazon sia stata la prima in questo campo e abbia venduto milioni di unità questo non gli garantisce un successo nei prossimi anni: la qualità di queste soluzioni dipende dalla capacità di riconoscere un singolo utente e di fornirgli una risposta personalizzata, utile in tantissime applicazioni per la Smart Home e uno dei vantaggi di Google Home potrebbe essere la capacità di gestire l’audio multistanza sincronizzato e di controllare i dispositivi “cast-compatibili” che potrebbe attirare non poco i possessori di dispositivi Google.

assistenti vocali ecocompatibileLa chiave di volta per il successo di Google Home potrebbe essere dunque Chromecast, di fatto l’unico dispositivo hardware prodotto direttamente da Google che ha visto un grande successo numerico: si stima che nel mondo siano stati venduti 30 milioni di dispositivi Chromecast e diversi altri prodotti di terze parti stanno implementando la compatibilità con il protocollo.

In questo scenario Apple rimane al momento in secondo piano: sebbene la piattaforma Homekit possa giovarsi della combinazione tra Siri e dispositivi domotici non è possibile sfruttare alcuni servizi ponte come IFTTT e non viene sfruttata la capacità multi-room di AirPlay a livello di interfaccia e l’interazione attraverso il telecomando microfonico di Apple TV è limitata geograficamente. Nei giorni scorsi si è parlato di un progetto simile ad Echo in preparazione a Cupertino ma già uno sviluppo ed un allargamento e internazionalizzazione delle caratteristiche dell’attuale Apple TV potrebbe fare la differenza.

Lo stimolo più grande allo sviluppo di queste tecnologie è in ogni caso la missione principale delle aziende che le presentano sul mercato. Se Apple è una azienda fortemente focalizzata sull’hardware, Google e Amazon sono più orientate alla vendita di servizi e alla targetizzazione del cliente. Strumenti come gli assistenti vocali per la casa, che definiscano nel dettaglio i bisogni dell’utente facendosi interpreti diretti della comunicazione con la rete, sono un mezzo primario per acquisire clienti e intermediazioni.

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