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Azioni Apple declassate, preoccupano vendite iPhone e futuro incerto

Le azioni di Apple sono scese di oltre il 2% nelle negoziazioni pre-mercato di martedì, dopo che Barclays ha declassato il titolo e ha leggermente ridotto il target di prezzo da 161 a 160 dollari.

La ragione per cui la società di analisi finanziarie, a firma di Tim Long, ha scritto in una nota negativa per sconsigliare ai clienti di clienti investire su azioni Apple, deriva dalle attuali vendite “deludenti” dell’iPhone 15, in particolare in Cina, una situazione che preannuncia vendite altrettanto deboli dell’iPhone 16 – una debolezza che Long si aspetta si rifletta anche sulle vendite di hardware di Apple in generale.

Stiamo ancora riscontrando una debolezza nei volumi e nel mix degli iPhone, così come una mancanza di ripresa nei Mac, iPad e dispositivi indossabili. Gli analisti e gli investitori avevano notato una specifica debolezza nelle vendite di iPhone in Cina già nell’ottobre scorso

Bloomberg ha precedentemente riferito che il governo cinese, che comunque nega, ha emesso orientamenti informali che vietano ai dipendenti statali di utilizzare iPhone. Un brutto colpo per le vendite nel grande paese asiatico.

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Foto di Yiorgos Ntrahas – Unsplash

Long si aspetta che anche il redditizio settore dei servizi di Apple subirà rallentamenti. C’è da dire che il margine lordo nel settore dei servizi di Apple è approssimativamente il doppio del margine che Apple ottiene su tutti i suoi prodotti hardware, e il CEO di Apple, Tim Cook, ha evidenziato una crescita “migliore di quanto previsto” in questa divisione in una precedente call con gli investitori.

Tuttavia, Barclays non crede necessariamente che questa crescita sia affidabile nel lungo periodo.

“Nel 2024, dovremmo ottenere una determinazione iniziale sui pagamenti di Google a Apple per mantenere lo stato di ricerca predefinito”, ha scritto Long, facendo riferimento ai pagamenti che Google effettua ad Apple per mantenere il suo status di ricerca come motore predefinito su Safari.

Il CEO di Google, Sundar Pichai, ha confermato in precedenza che l’azienda paga il 36% del ricavo delle ricerca su Safari ad Apple. Peraltro, i regolatori hanno sottoposto ad attenta analisi questo rapporto tra Apple e Google.

Ricordiamo che Apple, come si legge su CNBC, è nel mezzo di un calo di fatturato con pochi precedenti. Da venti anni non erano stati collezionati quattro trimestri in fila con riduzione delle vendite.

Cupertino è stata colpita da vari problemi alcuni di sistema (il ridotto interesse per computer e smartphone) altri specifici della sua offerta: iPad in crisi di identità, tanto che per la prima volta dal suo lancio non c’è stato un nuovo tablet nel corso degli ultimi 12 mesi, e Mac scarsamente attrattivi per mancanza di novità di sostanza. A questo si sono sommati anche vari accidenti di cui il più clamoroso è stata la sospensione delle vendite degli Apple Watch proprio pochi giorni prima di Natale per la nota querelle con Masimo.

La convinzione agli analisti è che Apple per tornare a crescere in maniera consistente abbia necessità di lanciare una nuova linea di prodotti ad alto volume che non potrà essere Vision Pro perchè nel migliore dei casi, come spiega CNBC, potrebbe portare irrisori (per i volumi di Apple) 1,4 miliardi di dollari di vendite.

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