Bill Gates racconta della filantropia, Steve Jobs e la vita in una intervista TV

Intervistato da ABC News Bill Gates riepiloga le ultime iniziative della sua fondazione che hanno salvato milioni di persone nei paesi più poveri. Nella chiacchierata con il giornalista Gates ricorda il suo rapporto con Steve Jobs e le riflessioni sulla vita e la morte successive alla scomparsa del co-fondatore di Apple.

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Bill Gates non è più l’uomo più ricco del mondo perché ha donato parte del suo patrimonio per studi di medicina, nuovi farmaci, ricerche per piantagioni più resistenti. In una nuova intervista di ABC News il co-fondatore di Microsoft riepiloga le ultime iniziative della sua fondazione filantropica ma ricorda anche il rapporto con Steve Jobs e le considerazioni sulla vita e la morte emerse subito dopo la sua scomparsa. Gates ha promesso che donerà nel corso degli anni il 95% di tutto il suo immenso patrimonio per salvare da malattie e fame le popolazioni più povere del mondo: oltre a riepilogare gli ultimi risultati della Melinda e Bill Gates Foundation, l’intervistatore sfrutta l’occasione anche per interrogare il co-fondatore di Microsoft sulla scomparsa di Jobs, sul loro rapporto nel corso degli anni e sulla vita in generale.

Gates ricorda innanzitutto le chiacchierate con Jobs: “Ci è sempre piaciuto chiacchierare: lui (Jobs) tirava fuori qualche argomento, alcune cose stimolanti. Parlavamo delle nuove società che sono nate nel corso del tempo. Abbiamo parlato delle nostre famiglie e di quando siamo stati entrambi fortunati per quanto riguarda le donne che abbiamo sposato. Sono state conversazioni belle e rilassate”. Al termine dell’intervista Gates spiega come la scomparsa di Jobs lo abbia costretto a riflettere sulla fragilità della vita e sulle cose più importanti ancora da fare: “Beh, è molto strano che una persona così vibrante, che ha fatto una enorme differenza… e che è stata una specie di presenza costante… che muoia”. La scomparsa di Jobs ha spinto Bill Gates a concentrarsi sui progetti più importanti: alcune nuove medicine in fase di studio richiederanno altri 15 anni per essere pronte. In chiusura Bill Gates scherza dichiarando di avere ancora bisogno di almeno un’altra ventina d’anni per vedere realizzati i progetti in corso.