CES 2019, Apple non c’è ma un cartellone pubblicitario accoglie i visitatori

Apple non partecipa al Consumer Electronics Show che parte lunedì ma i visitatori che arrivano a Las Vegas hanno modo di vedere un grande cartellone pubblicitario della Mela nei pressi del convention center.

What happens on your iPhone, stays on your iPhone

Apple non partecipa al Consumer Electronics Show che parte lunedì ma i visitatori che arrivano a Las Vegas hanno modo di vedere un grande cartellone pubblicitario della Mela nei pressi del Convention Center LVCC.

Apple evidenzia la privacy garantita dall’iPhone con la dicitura «What happens on your iPhone, stays on your iPhone», un gioco di parole che richiama il celebre motto «What happens in Vegas, stays in Vegas» (Quello che succede a Las Vegas resta a Las Vegas”) usato nel paradiso per adulti noto per i nightclub, le feste in piscina, il gioco d’azzardo, ecc.

Il cartellone è collocato strategicamente per essere visibile dai visitatori che dall’8 all’11 gennaio si recano presso il Centro congressi di Las Vegas. Un link rimanda al sito apple.com/privacy dove si ribadisce che la privacy è un diritto fondamentale per Apple, si evidenzia in che modo l’azienda protegge la privacy dell’utente, la trasparenza sui servizi, gli strumenti offerti agli sviluppatori per proteggere i dati degli utenti.

“I dati personali sui tuoi dispositivi devono essere protetti, e mai diffusi senza la tua autorizzazione” – si legge sul sito Apple – “Ecco perché nei nostri prodotti integriamo sistemi di crittografia, tecnologie di sicurezza on-device e altri strumenti che ti permettono di condividere solo quello che vuoi tu, quando e come decidi tu. E grazie a tecniche come la privacy differenziale, possiamo offrirti un servizio sempre migliore pur continuando a proteggere le informazioni che scegli di inviare a Apple.

La privacy differenziale aggiunge informazioni casuali ai tuoi dati prima che Apple li analizzi, in modo che non possano essere ricollegati al tuo dispositivo. I tuoi dati vengono quindi combinati con quelli di molti altri utenti e le aggiunte casuali si compensano a vicenda, lasciando emergere solo schemi generali, che ci aiutano a conoscere meglio le abitudini d’uso degli utenti, senza darci informazioni sulle singole persone”.

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