Il CEO di OWC contro i dazi che Trump vuole per il Messico

Gli USA minacciano il Messico: o impedisce gli ingressi illegali di migranti su suolo americano o Washington dal 10 giugno imporrà dazi del 5% su tutti i beni importati dalla nazione dell'America centrale. I dazi aumenteranno in seguito fino al 25%, un problema per un'azienda come OWC che produce in loco.

Il CEO di OWC contro i dazi che Trump vuole per il Messico

Larry O’Connor, CEO di Other World Computing (OWC) – azienda nota per la vendita di dischi rigidi, SSD, unità esterne Thunderbolt e altri dispositivi – è preoccupato dai minacciati dazi che dovrebbero partire da 5% su tutti i beni importati da Messico se – dice Trump – la nazione dell’America centrale non “allevierà con azioni efficaci” gli ingressi illegali di migranti su suolo americano.

“OWC è stata fondata oltre 30 anni addietro e cresciuta fino a diventare un’azienda leader tra i produttori di componenti, accessori e kit di aggiornamento per Mac e PC, così come altri dispositivi per l’elettronica di consumo”, si legge sul blog dell’azienda.

“Impieghiamo oltre 200 persone nell’area metropolitana di Chicago, dozzine in Asia ed Europa, e negli ultimi anni abbiamo continuato a spostare la tradizionale produzione asiatica presso la struttura di una società partner del Messico, davanti a Brownsville (un comune del Texas che si trova vicino al confine con gli Stati Uniti Messicani, ndr) che impiega oltre 400 persone.

“La nostra strategia a lungo termine ha sempre implicato il trasferimento della maggiorparte della produzione possibile negli Stati Uniti e nel Messico, e seguito con ottimismo l’evoluzione positiva del patto USMCA (United States-Mexico-Canada Agreement).

Memoria OWC

“OWC può resistere all’impatto di dazi sulle importazioni del 5% a breve termine sui prodotti di elettronica di consumo creati nella nostra struttura di Matamoros, e quasi sicuramente riusciremo a farlo senza alzare i prezzi al dettaglio per centinaia di migliaia di clienti in tutto il mondo”, continua O’Connor.

“L’impatto a lungo termine fino al 25% su tutti i beni importati dal Messico, ad ogni modo, potrebbe essere devastante per la nostra attività, per i nostri clienti e centinaia di membri nei team del Messico”.

“Ciò che dovrebbe preoccupare allo stesso modo sia la Casa Bianca, sia il Governo, è che mosse a sorpresa come l’improvviso aumento di dazi doganali gettano un’ombra sulla nostra strategia produttiva a lungo termine nel Nord American.

Come il governo sa fin troppo bene, le attività commerciali richiedono livelli coerenza e prevedibilità per operare con successo, e mosse imprevedibili come questa portano i dirigenti delle aziende a fare considerazioni se produzione e costi delle strutture siano sostenibili a lungo periodo. Se la proposta situazione tariffaria riguardo alle importazioni dal Messico non sarà risolta velocemente, OWC non ha scelta e saremo costretti a riconsiderare la nostra strategia produttiva Nord Americana”.