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Il Senato del Nord Dakota ha detto no alla legge che avrebbe distrutto l’App Store

Il Senato del Nord Dakota ha votato contro una nuova proposta di legge che avrebbe spianato la strada all’arrivo di store di terze parti, impedendo a Apple di obbligare gli sviluppatori a usare l’App Store come unico metodo per distribuire app e proporre acquisti in app.

Macrumors riferisce che il disegno di legge è stato bocciato con 11 voti a favore contro 36. Erik Neuenschwander – Chief Privacy Engineer di Apple – la scorsa settimana si era espresso contro il disegno di legge, parlandone come di una minaccia che avrebbe potuto distruggere l’iPhone come lo conosciamo, obbligando a cambiamenti che avrebbero “messo a rischio la privacy, la sicurezza e le performance” dell’iPhone.

Kyle Davison, il senatore del North Dakota che ha presentato il disegno di legge, ha riferito che questo era pensato per “livellare il campo di gioco”, dando a tutti le stesse opportunità, liberando utenti e sviluppatori del North Dakota da “devastanti commissioni monopolistiche imposte dai big del mondo IT” come Apple e Google.

App Store contro Google Play, meno download ma più ricavi

Il progetto di legge avrebbe impedito a Apple di richieder eagli sviluppatori di usare la sua piattaforma di distribuzione digitale come modello esclusivo di distribuzione di un prodotto digitale, e avrebbe impedito altresì di obbligare a passare dall’App Store per gli acquisti in-app come metodo esclusivo di pagamento per gli utenti.

Tra i lobbisti che hanno appoggiato la legislazione c’è la Coalition for App Fairness una organizzazione nonprofit indipendente voluta e creata dagli sviluppatori che si sono posti contro Apple principalmente per le commissioni e le regole di App Store, coalizione che include Epic, Spotify e altri sviluppatori ancora.

Epic da tempo si sta scontrando con Apple per le regole dell’App Store, puntando il dito contro l’azienda di Cupertino, accusata di sfruttare una posizione di monopolio trattenendo percentuali fuori mercato per gli acquisti “in-app” (i pagamenti all’interno delle app).

Proposte di legge come quella che non è passata nel Nord Dakota sono in fase di elaborazione anche in Arizona e Georgia.

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