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Il blocchetto per gli appunti che mancava

C’è un momento, nella vita di tutti gli utenti Mac, in cui la confusione pare aver avuto la meglio: troppe informazioni, troppi dati, troppe cose che girano. Per l’email ne riparleremo forse un’altra volta, visto che per adesso è diventato sin troppo problematico gestire lo tsunami di email che arrivano da tutte le parti. Ma c’è anche il problema delle altre informazioni…

Ecco dunque che arriva myNotes, creato da Andrew Kozlov che ha scelto per la sua one-man-software-company (nella migliore tradizione dello shareware Mac) il nome di Mishimo, che in giapponese significa “gelo totale”. myNotes è più che una applicazione per prendere gli appunti: è un manager delle note che consente di sfruttare la nostra conoscenza dell’interfaccia Mac per produrre finalmente una serie di appunti organici e strutturati (l’ultima versione, 1.4b, è localizzata anche in italiano).

Perfettibile come tutte le cose, ha tuttavia già  alcuni notevoli punti di forza nella nuova versione 1.4b (che può essere licenziata al prezzo di 15,95 dollari oppure con sconti ad esempio per i Mac di una classe di studenti), ovvero – oltre all’interfaccia – anche l’integrazione con la Rubrica del Mac, la ricerca intelligente degli indirizzi web, le possibili formattazioni del testo per la stampa, aggiungendo immagini, sfondi, cambiando modalità  di scrittura etc.

Da notare che, insieme al rispetto delle linee guida dell’interfaccia Mac (l’organizzazione degli appunti è basata sulla stessa logica della Rubrica o delle altre iApps: gruppi, singole note e il testo di ciascuna di essa attraverso la classica visione in tre pannelli disposti orizzontalmente), il vero punto di forza è ovviamente nell’idea di fondo. Ovvero, creare un sistema semplice, leggero ed efficace per archiviare le note che altrimenti andrebbero sparpagliandosi in una pletora di documenti e post-it a giro per il Mac.

Poter organizzare le note in gruppi, cioè strutturandole anche solo con una dimensione logica (ma la funzione di ricerca basata su Spotlight rende poi semplicissimo ricreare altre dimensioni di raggruppamento) permette di lavorare con una alternativa validissima a TextEdit, dotato di tutte le stesse funzioni del framework di MacOs X per il testo ma senza la strutturazione logica.

Ci sono però anche altre aggiunte: a parte il contaparole (e caratteri spazi inclusi) utilissimo ad esempio per chi debba scrivere una relazione scolastica, un articolo di giornale o qualsiasi cosa abbia spazi predefiniti e rigidi, c’è la possibilità  di sincronizzare le note con l’iPod e quella di stamparle con un tema attraverso una serie disponibile dalla finestra di stampa.

Per progetto molto impegnativi (magari scrivere un intero libro o archiviare immagini) myNotes è limitato: per quello ci sono altre applicazioni che vedremo nei prossimi giorni. Invece, per il lavoro quotidiano di semplificazione della nostra vita, è praticamente perfetto. E vale assolutamente la spesa richiesta per la licenza, che dà  la possibilità  a Kozlov di proseguire il suo ottimo lavoro di sviluppo del software.

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