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iPad 2: l’abbiamo provato per voi

I dettagli tecnici li valuterete negli altri articoli: qui per il vostro cronista c’e’ lo spazio per descrivere le primissime sensazioni d’uso per un prodotto che ormai maneggia da oltre un anno e che si rinnova sulle cose che contano: il peso che si riduce, la perdita degli spigoli affilati che rendono più naturale accoglierlo tra le mani e, soprattutto, la sensazione di efficienza che aumenta a vista d’occhio rendendo l’operatività con le nuove app del tutto naturale.

Già durante la presentazione ci aveva stupito non poco la “maneggiabilità” delle opzioni di editing su GarageBand e su iMovie. Di fatto con la versione iPad di queste applicazioni (la seconda era già stata presentata per iPhone 4 e iPod touch 4G ma in una versione che impallidisce rispetto alla sua nuova veste) Apple mostra come sia naturale applicare l’interfaccia touch su operazioni che sembrano essere sempre state concepite con il pinch e il trascinamento manuale. Le cover, che vedete anche dalle nostre immagini rendono l’oggetto veramente “cool” e sembrano uscite più’ che altro dalla fantasia di chi ha progettato l’armatura retrattile di Iron Man o un Trasformer dall’estetica minimale….

Ma andiamo con ordine.

Safari accelerato
Con l’eccellente connessione presente in sala la velocità di caricamento delle pagine e la loro renderizzazione dipendeva solamente dalle caratteristiche del tablet, dalla differenza dovuta al nuovo motore nitro, al processore piú potente e probabilmente pure al motore grafico con velocità 9x: in pratica anche le pagine piú complesse dei quotidiani italiani visitate per la prima volta ottengono una rappresentazione pressochè istantanea con un miglioramento apprezzabile rispetto alla visita delle stesse sul vecchio iPad nelle medesime condizioni di collegamento.

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Garageband per iPad
Il software che dovrebbe funzionare anche sulla versione precedente di iPad offre in qualche modo di testare le prestazioni e la magia che sono riusciti ad ottenere i programmatori Apple: in una sola applicazione sono racchiuse decine di feature e di strumenti virtuali ognuno con la sua peculiarità “touch”. E così il pianoforte simula la dinamica della reazione dei martelletti al vostro tocco usando l’accelerometro, la chitarra permette il bending visivo e sonoro delle corde, le percussioni reagiscono alla forza dei vostri colpi di bacchette, pardon, di dita sempre usando l’accelerometro e i sint permettono ogni genere di controlli ed effetti. Per non parlare dell’editing delle tracce, della registazione multitraccia ad 8 piste e infine, possiamo testimoniare, della grande reattività di tutti gli strumenti e della alta qualità dei campioni usati o dei suoni generati. 

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Le riprese video
Come vi abbiamo mostrato in uno dei primissimi filmati che abbiamo messo online alla fine della presentazione via satellite, la videocamera sul retro di iPad ha una discreta sensibilità alla luce e le riprese appaiono fluide e senza scatti nonostante l’ampia superficie dello schermo: si tratta in fondo di un monitor di ripresa da 9.7 pollici che in molti casi vista la presenza di bussola e giroscopio dovrà funzionare anche per fornire informazioni in “realtà aumentata”, in pratica dovrà essere una grande (rispetto a quelle di iPhone e iPod touch) finestra dinamica sull’esterno.

Abbiamo provato ad inviarci due delle riprese effettuate durante lo show del prodotto via mail: non è possibile più di tanto fare una valutazione della qualità della fotocamera perchè da una parte le condizioni di illuminazione della sala erano abbastanza ostiche con grandi tavoli luminosi e luci molto direzionali che non puntavano sui soggetti inquadrati e dall’altra parte per il fatto che la condivisione via mail ha comportato una riduzione sia della risoluzione che del bitrate per portare una ripresa originariamente a risoluzione HD (720p) a un formato inferiore a quello NTSC (il file viene portato a 568x32o pixel per un peso di 4.2 MB) con l’introduzione di ulteriori artefatti da parte di Youtube. Per dare un giudizio corretto occorrerà fare riprese in  condizioni migliori ma il bilanciamento dei colori e l’esposizione ci sembrano in alcuni casi più corrette di quelle della nostra fotocamera con video HD utilizzata per gli altri video.

PhotoBoot
L’applicazione che sarà disponibile solo su iPad 2 e non sul modello 1 vista la dipendenza dalla telecamera è un’altra dimostrazione della potenza di elaborazione su cui si basa il core grafico di iOS con effetti di distorsione in tempo reale che vengono applicati in base al nostro tocco sullo schermo e spostati in dipendenza di esso.
Per molti utenti sarà solo un simpatico giochetto ma per i più piccoli rappresenterà come e più che su iPhone un modo per giocare con il proprio svolto e la propria voglia di fare smorfie: se pensiamo che il risultato potrà essere “proiettato” in mirroring su un TV con un cavo o con Airplay ci rendiamo conto che si tratterà anche di un simpatico passatempo.

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FaceTime
Anche se difficilmente troveremo in giro cameraman che usano l’iPad come principale arma di ripresa, FaceTime rappresenta un’ottima scusa per regalare ai vostri parenti un iPad 2 o magari solo un iPod touch 4G e tenersi per se il nuovo iPad. Abbiamo provato nella dimostrazione post evento la comunicazione in video dialogando con una simpatica signora a Cupertino (di ci sfugge il nome): la qualità, grazie alla connessione era ottima mentre non altrettanto si poteva dire della preview del nostro volto viste le particolari condizioni di luce in cui si trovava la sala e il soggetto da inquadrare. Si sentiva chiaramente la voce della nostra interlocutrice ma soprattuto si rimaneva un po’ spiazzati (piacevolmente) dalle dimensioni del suo visto. Il rapporto tra la distanza a cui si tiene iPad e il volto inquadrato offre veramente l’idea di una comunicazione “faccia a faccia” e, se supportata da una rete di buona velocità consente ottimi risultati con una difficoltà di impostazione delle connessioni praticamente nulla: nelle migliori tradizioni di Apple.

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iMovie
Abbiamo potuto giocare pochissimo con iMovie che per noi rappresenta una applicazione ponte tra due mondi: da una parte chi viene da Mac ritroverà una interfaccia familiare con la gestione di progetti ed eventi, l’editor di precisione e con in più la comodità del touch per lo scrubbing, la selezione, l’aumento di precisione dell’editing etc; dall’altra parte chi viene da Windows e usa iPad come companion per il proprio PC si troverà a dovere interagire con un software che lo attirerà sempre di più verso la piattaforma Mac OS X. 
La perlustrazione del software è sicuramente facilitata per chi arriva da Mac e viene subito voglia di verificare se possiamo applicare le gesture che ci siamo immaginati per amplificare la precisione della timeline, per selezionare e trascinare le parti da importare nel nostro progetto, per gestire inserti e colonna sonora. Il risultato, molto a prima vista, sembra incoraggiante ma bisognerà verificarlo nelle applicazioni “reali” e sul campo.

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L’ergonomia 
Chi si è abituato alle forme ormai consuete dei MacBook di recente generazione non si è stupito più di tanto nel ritrovare gli arrotondamenti dello chassis del nuovo iPad: la forma finale dipende dal processo di lavorazione del blocco di alluminio con la tecnologia Unibody e dall’esigenza di conferire alla scocca una ottima resistenza alla flessione.
Le forme curve rendono ovviamente l’impugnatura meno “ostile” rispetto ai profili squadrati della precedente generazione e contribuiscono a percepire uno spessore finale ancora più ridotto di quel che raccontano i numeri.
La differenza di peso è nei numeri ma per un giudizio definitivo occore valutare anche l’affaticamento per una lettura prolungata o le diverse posizioni in cui sorregge l’iPad.

Nel complesso l’oggetto si presenta come più amichevole, più pronto ad essere accolto dai nostri pollici opponibili.
L’eliminazione dei fianchi squadrati ha avuto un effetto secondario e così come avviene sugli iPod touch i tasti di controllo del volume, del blocco della rotazione e dello sleep/riposo sono collocati sul bordo curvato posteriore così come la presa cuffia e quella dock vengono “tagliate” dallo smusso raccordato: questo rende un po’ più difficile accedere ai comandi non touch e potrebbe pure creare qualche difficoltà con le custodie “foldable” con tastiera che stanno comparendo come funghi sul mercato: i tasti non appaiono più in evidenza sul profilo frontale ma occorre andare un po’ “a memoria”. 
Lo speaker è stato spostato sulla parte posteriore e questa è una mossa a doppio taglio: da una parte costringerà a forare il fondo delle custodie di cui parlavamo in precedenza (qualche prototipo visto al CeBIT ha già previsto questa opzione), dall’altra riduce il problema dell’effetto “tappo” che si otteneva utilizzando l’iPad in verticale e appoggiato sul proprio corpo durante la consultazione sul divano. Il suono sarà direzionato sul retro ma sarà più efficiente che con una totale schermatura.
Purtroppo nella sala in cui abbiamo provato iPad era impossibile valutare l’efficienza della pressione sonora del nuovo modello o fare confronti con il modello precedente.

Una piccola nota sulla “griglia” che lascia trasparire il suono: è realizzata forando il blocco massiccio di alluminio come avviene per i MacBook Pro da 15 e 17 pollici e per noi in questi mesi è stata la spia della affidabilità delle foto pubblicate sul web: i produttori di custodie, per essere pronti quando arriva un nuovo modello realizzano dei mockup pe capire come le superfici dei loro prodotti si possano adattare ai profili e ai disegni prelimininari che Apple fornisce: la griglia degli speaker è il vero anello debole per chi realizza questi prodotti visto che occorrono degli strumenti di lavorazione dell’alluminio non facilmente reperibili sul mercato ed è comunque un particolare secondario su cui il realizzatore di prototipi non può perdere tempo anche se, come abbiamo detto tradisce la natura non definitiva dell’oggetto che sta rappresentando.

Conclusioni 
Un approccio così limitato al prodotto non permette di dare un giudizio ponderato: iPad 2 andrà valutato sul campo, all’esterno, in condizioni di illuminazione molto diverse da quelle offerte dalla presentazione e con una rete più vicina a quella penosa che viene offerta normalmente nel nostro paese. Quel che è certo, e lo riportiamo nelle news del primo giorno dopo la presentazione, è che chi già possiede un iPad sta pensando di fare felici molti parenti o futuri utenti a caccia di affari passandogli/vendendogli il modello precedente e prenotandosi per il nuovo. Noi dopo aver toccato con mano il nuovo iPad e averlo confrontato con la concorrenza al MWC di Barcellona e al CeBIT di Hannover ci sentiamo di dargli pienamente ragione.

 

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