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La carenza di componenti ha costretto Apple a ridurre la produzione di iPhone e altri dispositivi

A inizio ottobre, mese nel quale tipicamente la produzione dei nuovi dispositivi aumenta, Apple è stata costretta per diversi giorni a diminuire la produzione a causa di vincoli dettati dalla organizzazione della catena distributiva e restrizioni nell’impiego dell’energia in Cina.

Lo riferisce il quotidiano giapponese Nikkei in un dettagliato report sui problemi di produzione che sta affrontando Apple con l’iPhone, spiegando che Foxconn, Pegatron e altri fornitori della Mela, sono stati per la prima volta in dieci anni costretti a ridurre la produzione e i lavoratori ottenuto periodi di riposo anziché svolgere ore di straordinario tipiche del periodo.

“A causa della disponibilità limitata di componenti e chip, non aveva senso fare gli straordinari durante le festività e offrire un bonus in busta paga ai lavoratori in prima linea”, ha riferito un responsabile della catena di fornitura a Nikkei. “Non era mai successo prima. In passato il periodo della golden holiday cinese (che commemora la fondazione della Repubblica, ndr) è sempre stato il momento più frenetico, con tutti gli assemblatori impegnati nella produzione”.

Nella presentazione dei dati relativi all’ultimo trimestre fiscale, il CEO di Apple, Tim Cook, aveva riferito che le strozzature nelle catene di approvvigionamento erano state superiori alle attese, stimando che siano costate alla società 6 miliardi di dollari, sottolineando che i problemi sono legati alla carenza di chip e difficoltà alla produzione legate al Covid sul sud est dell’Asia.

Foxconn

A ottobre è emerso che Apple è stata costretta a ridurre di 10 milioni di pezzi la produzione degli iPhone perché fornitori quali Broadcom e Texas Instruments non sono stati in grado tenere il passo con la domanda, a causa della carenza globale di chip. Apple aveva previsto di produrre 90 milioni di iPhone entro la fine dell’anno, ma dovrà ‘accontentarsi’ di 80 milioni, costretta a rallentare la produzione per ritardi nelle consegne di componenti da parte di fornitori che non riescono a produrre chip e altri componenti richiesti in tutto il mondo.

Nikkei ha indagato a fondo i problemi di Apple con i fornitori, intervistando oltre 20 dirigenti del settore e capire cosa sia andato storto. Il quotidiano asiatico riferisce che Apple ha riallocato componenti di iPad e iPhone come quelli di iPhone 12, dando priorità a iPhone 13 ma la produzione è ancora inferiore al 20% di quella desiderata per problematiche legate alla carenza di energia elettrica in Cina (dovuta a l’introduzione di misure specifiche, con  province e regioni varie che hanno tagliato la produzione di energia nel contesto di una crisi che si sta allargando sempre di più), lockdown in Vietnam e Malesia e difficoltà nell’approvvigionamento di componenti elettronici causata dal forte aumento della domanda di componenti elettronici in generale.

La riallocazione ha colpito la produzione di iPad, con Apple costretta a produrre il 50% di dispositivi in meno rispetto a quanto pianificato, e carenze che si riflettono in ritardi sugli ordini, con utenti che in molti casi non riceveranno i dispositivi ordinati per le festività natalizie.

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