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Anche in Corea del Nord è tempo di switch tra Windows e Mac

Anche in Corea del Nord è tempo di switch, da Windows a OS X. Ovviamente nel paese asiatico, uno dei più chiusi al mondo e anche uno di quelli dove, secondo le agenzie per i diritti umani, è più basso il rispetto per la libertà politica e di pensiero e dei diritti umani, nessuno (o quasi…) può comprarsi un Mac, e il sistema operativo di riferimento è Linux, ma un Linux con un volto molto famigliare, quello di  OS X appunto.

Red Star Linux è l’unico sistema operativo ufficialmente disponibile nel paese: una distribuzione espressamente pensata per la nazione, nata nel Korea Computer Center (KCC) di Pyongyang e fino a poco tempo  caratterizzata  da un’interfaccia che somigliava molto a Windows. La precedente versione del sistema era stata acquistata da uno studente russo che aveva avuto modo di visitare il paese e diffonderla. La nuova versione 3 di Red Star Linux, ultima disponibile, è stata invece presentata da uno scienziato statunitense che ha avuto modo di insegnare alla Pyongyang University of Science and Technology e, come si vede dalle schermate, anche i nord coreani apprezzano OS X. Molti degli elementi sono decisamente copiati dall’interfaccia del sistema di Apple. Il tradizionale look&feel che ricordava Windows è stato rimosso, anche se nel pacchetto è incluso WINE, il pacchetto che permette di eseguire vari software per Windows con la virtualizzazione. Insomma anche in Corea del Nord qualcuno ha pensato che fosse meglio il sistema operativo di Apple rispetto a quello di Microsoft-

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Questo qualcuno potrebbe essere Kim Jong-un. Il giovane leader (secondo la maggior parte del mondo democratico, giovane dittatore), sembra essere un estimatore del Mac ed è stato fotografato con accanto un iMac nei giorni in cui minacciava la guerra nucleare contro gli Stati Uniti. Come abbia fatto Kim Jong-un a procurarsi un Mac in un paese sottoposto ad embargo non sappiamo, anche se non deve essere difficile per chi controlla il paese da cima a fondo ovviare ai problemi logistici ed economici dell’acquisto di un computer che ufficialmente non potrebbe neppure avvicinarsi ai suoi confini.

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