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La Touch Bar dei nuovi MacBook Pro sfrutta un processore ARM-based

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La novità più eclatante dei nuovi MacBook Pro è senz’altro il display Multi-Touch Retina chiamato “Touch Bar”. È una barra collocata nella parte alta della tastiera (dove in precedenza erano presenti i tasti F1, F2, F3, ecc.) e consente di mettere comandi direttamente a contatto delle dita dell’utente adattandosi al sistema operativo all’applicazione aperta in quel momento come ad esempio Mail, Finder, Calendario, Numbers, GarageBand, Final Cut Pro X e molte altre, incluse app terze parti.

Apple ha già lavorato con vari partner (Adobe, Microsoft, Affinity e altri ancora) per funzionalità specifiche nei software aggiornati. La barra è utilizzata anche per richiamare il Touch ID, funzione che consente di sbloccare il Mac, effettuare pagamenti con Apple Pay, cambiare account utente, accedere alle impostazioni di sistema, aprire note protette, ecc. senza bisogno di digitare password.

Il Touch ID consente una lettura rapida e accurata delle impronte digitali e utilizza particolari algoritmi per riconoscerla e abbinarla con il secure element nel nuovo chip T1 di Apple.

Il Touch ID ha richiesto un bel po’ di lavoro ad Apple. Come ha avuto modo di scoprire chi ha lavorato con le ultime beta di macOS Sierra 10.12.1, la barra è controllata (via USB) da un processore indipendente, alla stregua di quanto avviene su Apple Watch.

SI tratta di un processore ARM che interagisce via software con Sierra probabilmente mediante una ridotta versione di un sistema proprietario (una versione ridotta di watchOS) che fa da ponte con macOS Sierra.

Poiché la Touch Bar comunica con il sistema via USB, in teoria produttori di terze parti potrebbero proporre una Touch Bar compatibile come accessorio esterno (per i vecchi Mac) ma in pratica senza il consenso di Apple non sarà possibile mai costruire nulla del genere.

Interessante notare che a quanto pare anche la videocamera FaceTime HD a 720p sembra sia (per motivi di sicurezza) controllata dal processore T1.

T1

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