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L’aggiornamento antiladro del tracker Tile apre al rischio molestie

Gioie e dolori, dubbi e un orizzonte da definire.  Ecco che cosa porta ai suoi utilizzatori un aggiornamento per Tile, tracker concorrente di Airtag. La vicenda è controversa e ancora da decifrare interamente per Life360 che produce i Tile e per i suoi clienti, nasce da un aggiornamento software con il quale viene attivata una nuova opzione denominata Anti-Theft rilasciata di recente per rendere ai ladri più difficile rintracciare i suoi dispositivi trova-tutto.

Il sistema nei fatti rende il tracker invisibile al sistema denominato Scan and Secure. Questa funzione integrata nell’app Tile permette di sapere se si è “seguiti” da un Tag che non è nostro. Basta attivarla e l’app ci dice se nei pressi c’è un Tile che non ci appartiene. Può però essere usata anche da un ladro che una volta rubato un oggetto vede subito se è protetto dallo smarrimento o dal furto con un Tile e quindi può sbarazzarsi del tracker.

Disattivare la funzione Scan and Secure, considera Life360, impedisce al ladro di trovare il tag lasciandolo esposto all’individuazione da parte del legittimo proprietario. Ma se questa funzione è utile per fermare un malintenzionato, spiana la strada ad un altro tipo di abuso: chi volesse seguire qualcuno con un Tile potrebbe farlo indisturbato: gli basterà spegnere Scan and Secure per agire nell’ombra perchè la persona che sarà stata “taggata” non potrà mai saperlo visto che l’app Tile non potrà trovare il tag.

La soluzione? La richiesta di certificare l’identità di chi spegne Scan and Secure con un documento identificativo e informazioni biometriche / impronta digitale), e di accettare che l’azienda condivida questi dati con le forze dell’ordine qualora il tracker dovesse essere usato proprio per spiare qualcuno.

Se a quel punto si verrà pescati ad usare Tile per fare stalking anche senza alcuna segnalazione da parte dello “spiato”, l’azienda potrà far valere i suoi diritti sanciti dai termini e dalle condizioni d’uso del dispositivo e ricorrere al tribunale che, se lo riterrà opportuno, potrà comminare una multa dal non irrisorio valore di un milione di dollari.

Multa da 1 milione per chi stalkera con Tile

Il problema apparentemente irrisolvibile via software

La questione apre una serie di punti interrogativi sui tracker la cui popolarità scatenata anche dal successo di AirTag (qui la recensione per capire come funzionano) hanno parallelamente visto crescere l’uso improprio di questi dispositivi. Ecco perché molti, persino Apple, adottano una serie di misure per prevenire lo stalking, ad esempio facendo emettere un suono al localizzatore quando sta seguendo qualcuno che non è il suo proprietario.

Allo stesso tempo però basta disattivare il cicalino (anche rimuovendolo fisicamente) e il piccolo oggetto diventa uno spione perfetto.

L’amministratore delegato di Life360 (la società madre di Tile da fine 2021) Chris Hulls è arrivato alla conclusione che «un buon localizzatore è anche un buon dispositivo per lo stalking», nel senso che sembra impossibile trovare il giusto bilanciamento tra il sistema che avvisa quando c’è un inseguitore indesiderato e quello che invece non fa capire al ladro che il dispositivo rubato è tracciato.

Al momento Life360 con la mossa attuata ha scelto di far pendere tecnicamente la bilancia dalla parte degli stalker, mettendo però sull’altro piatto il rischio per i molestatori di beccarsi una multa da un milione di dollari. Basterà a mettere in equilibrio il sistema?

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