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LinkedIn smette di tracciare gli utenti su iPhone e iPad

LinkedIn interrompe la raccolta dei dati. Prima che Apple rilasci iOS 14.5 (e ormai manca poco) e glielo impedisca direttamente, la società ha deciso di smettere di tracciare gli utenti, presumibilmente per adeguarsi fin da subito alle novità che cambieranno radicalmente il modo con cui le aziende guadagnano tramite le pubblicità.

LinkedIn era stata scoperta lo scorso luglio a leggere quel che gli utenti copiavano negli appunti di iPhone, un vizietto che hanno anche TikTok, Twitter, Starbucks, Overstock ed un’altra cinquantina di applicazioni, ma che nel caso di LinkedIn – spiegò un portavoce – si trattava di un bug che sarebbe stato risolto con una futura versione dell’app. Non sappiamo se nel frattempo ci è riuscita, ma i dati che ha appena smesso di raccogliere sono altri.

Quelli di cui pare invece che LinkedIn possa fare a meno sono tutti quei dati che vengono etichettati sotto l’acronimo IDFA (che sta per “Identifier for Advertisers”), ovvero l’identificatore per gli inserzionisti, quel numero casuale che Apple assegna a ciascun dispositivo per consentire di identificare un utente e tracciarne l’attività senza però rivelare le informazioni personali, in modo tale da poter fornire pubblicità personalizzata pur consentendogli di mantenere l’anonimato.

LinkedIn smette di tracciare gli utenti su iPhone e iPad

In un post sul blog ufficiale, l’azienda conferma che ha «deciso di interrompere la raccolta dei dati IDFA dalle app iOS, per il momento»: non si tratta quindi di una decisione definitiva, anche se difficilmente potrà perseguire la stessa strada visto il sistema di autorizzazioni che Apple impone su tutti i dispositivi su cui girerà iOS 14.5. Rinunciare a questi dispositivi – si legge – avrà comunque un impatto “limitato” sul rendimento degli annunci e non si tradurrà in un cambiamento drastico nel modo in cui gli inserzionisti pubblicano le loro campagne pubblicitarie.

E’ un approccio se non altro diverso da quello che ha adottato Facebook in risposta alle nuove politiche che Apple presentò durante la WWDC 2020: con un’aggressiva campagna mediatica pubblicata sui giornali americani, l’azienda di Zuckerberg accusò Apple di danneggiare le entrate delle piccole e medie imprese che dipendevano dalla sua rete pubblicitaria.

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