Miracle Machine: l’iPhone fa anche i miracoli, trasforma l’acqua in vino

Produrre il vino in casa propria in soli tre giorni, usando solo acqua e fermenti in kit, è quanto promettono gli inventori della Miracle Machine (la macchina dei miracoli) che funziona con un'app che controlla l’apparato via Bluetooth.

Hanno scelto un nome accattivante Miracle Machine ovvero la macchina dei miracoli, e il riferimento al miracolo delle Nozze di Cana ci sta tutto. Stiamo parlando, infatti, di un aggeggio al cui cuore stanno un tablet o uno smartphone, iPad e iPhone compresi che permette di produrre in casa propria, e in soli 3 giorni, del vino di ottima qualità (opinione non nostra, ma del produttore)

L’idea di due  veterani del settore enologico, il sommelier Kevin Boyer, Ceo e fondatore dell’azienda vinicola Boyanci nella Napa Valley, e l’imprenditore inglese Philip James, a capo di Lot18, è semplice:  esistono macchine per preparare il caffè in casa, e in commercio ci sono anche kit per preparare la birra “fai da te”, perchè non farne una che prepara in maniera (relativamente) istantanea quella per il vino? Di qui gli studi e la produzione di una macchina, per ora è un prototipo, denominata Customwine.

Ovviamente l’azienda custodisce il segreto del suo funzionamento, ma l’uso del macchinario è alquanto semplice: si versa dell’acqua insieme agli ingredienti in bustina (presumibilmente zucchero, aromi, fermenti) nella macchina fermentatrice e si avvia il processo che durerà 3 giorni, monitorato da un’applicazione per smartphone e tablet, iPhone, iPad o Android, che controlla la macchina misurando il grado di fermentazione del “vino” e avvisa l’utente quando il preparato è pronto per essere bevuto. Durante questa fase, la macchina scalda e ossigena la miscela in essa contenuta, creando quindi le condizioni per l’innesco della fermentazione da parte dei lieviti e la successiva maturazione. Come ultima fase, occorrerà aggiungere alla mistura una bustina di polvere di rovere, di quercia, o di castagno e di altri aromi per conferire al “vino” il gusto di invecchiato, come se fosse stato contenuto in legno per diversi mesi. Alla fine del processo l’applicazione notificherà all’utente che il proprio “vino” è pronto per essere bevuto.

I costi a bottiglia sono contenuti, circa 2 dollari, costo molto basso dicono Boyer e James poiché il risultato equivarrebbe a quello di una pari bottiglia da 20 dollari. La bottiglia, però, va bevuta subito, pare che non duri più di una settimana, insomma pronta da bere e presto da consumare. Anche la macchina costa relativamente poco: intorno ai 500 dollari, circa 360 euro.

Certamente un tale dispositivo ha molto senso per un mercato come quello americano, dove una buona bottiglia di vino è difficile da reperire nonché costosa. Ovviamente qualunque amante, nonchè produttore di vino, inorridirà di fronte allo scenario della macchina per il vino espresso. Questa ancestrale bevanda, anche senza ricorrere a richiami evangelici, è frutto di un miracolo, fatto di duro lavoro, che comprende un connubio indissolubile tra elementi presenti in natura, come il terreno, la varietà della pianta, l’ambiente, il clima e il microclima, prima, e sapienti pratiche enologiche poi. L’idea di mescolare elementi trattatati chimicamente con acqua per produrre il vino è un vero e proprio obbrobrio, un monstrum inaccettabile.

Gli early adopters (o temerari dipende dai punti di vista) potranno avere maggiori informazioni sulla macchina dei miracoli su www.themiraclemachine.net. Gli ingredienti saranno venduti anche su Amazon.

Miracle Machine

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