Nintendo brevetta il gioco dei pazzi. Arrivano i Pokémon psicotici?

La casa nipponica deposita una registrazione per un video game il cui protagonista è pazzo. E perde sempre più il controllo, in un mondo allucinato e delirante, a meno che il giocatore non riesca a risolvere i puzzle e sconfiggere i nemici

Di solito si dice “scherza con i fanti ma lascia stare i santi”. Adesso, però, bisognerà  forse rivedere l’antico proverbio, perché il gioco presentato da Nintendo all’ufficio brevetti e registrazione di invenzioni negli Usa, Uspto, rasenta veramente l’incredibile e va a toccare quello che probabilmente è uno dei nervi scoperti della nostra società  contemporanea, sempre più schizofrenica e spaventata dalle nevrosi e dalla follia.

La registrazione presentata da Nintendo è assolutamente esplicativa, sin dal titolo: “Sistema di sanità  [mentale] per un video game”. Spiega poi la sintesi del brevetto, presentato per conto di Nintendo of America da tre programmatori, in cosa consista “l’idea originale” della casa nipponica.

“Un video game e un sistema di gioco che incorpori il livello di sanità  mentale del personaggio in modo tale che sia influenzato dagli accadimenti del gioco come ad esempio incontrare una creatura del gioco stesso o una situazione orribile o spaventevole. Il livello di sanità  mentale del personaggio è modificato di un certo livello in base alle reazioni del personaggio stesso a quel che accade nel gioco, come ad esempio fermarsi improvvisamente oppure rallentare lo sviluppo del gioco e/o un certo tipo di preparazione preventiva del personaggio”.

La sintesi della modalità  di gioco prosegue: “In questo modo, se un personaggio viene preparato per un determinato tipo di evento, l’evento stesso può non avere effetto o averne molto poco sul livello di sanità  mentale del personaggio. Quando il livello di sanità  mentale del personaggio decresce, la modalità  di gioco subisce dei cambiamenti, come ad esempio effetti sul controllo dei movimenti, effetti audio, allucinazioni e cose di questo genere. In questo contesto, lo stesso gioco può essere usato in maniera sempre differente ogni volta che lo si gioca”.

Rimane adesso il dubbio, dopo aver appreso la svolta lisergica di Nintendo, su quale tipo di giochi questo brevetto verrà  applicato. Possiamo forse aspettarci dei Pokémon che mangiano il Peyote? Oppure Supermario sotto acido? O magari Zelda, gioco per un target leggermente più adulto, in piena schizofrenia alla ricerca anziché della principessa della sua dose quotidiana di psicofarmaci?