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PowerPC, l’architettura POWER è ora open source

Ha ancora senso parlare di CPU PowerPC? Probabilmente no, ma c’è stato un tempo in cui questa architettura sembrava avere un futuro molto prospero. Nata dall’alleanza tra Apple, IBM e Motorola nel 1991, la Mela ha sfruttato vari processori di questo tipo per anni – dal 1994 al 2006 – fino ai PowerMac G5. Apple decise di abbandonare questa architettura per l’impossibilità di avere processori utilizzabili su computer portatili, passando armi e bagli a Intel (e forse in futuro abbandonerà anche quest’ultima).

Non è stata solo Apple a intuire la potenza dell’architettura PowerPC ma processori di questo tipo sono stati sfruttati anche per console (PlayStation 3, la GameCube, la Wii, Xbox 360), per non parlare di alcuni di super-computer per anni nella classifica Top 500 (l’organizzazione che compila e pubblica le informazioni sui computer più potenti del mondo).

Le specifiche tecniche sono gestite dell’organizzazione OpenPOWER (di cui IBM fa parte), che rende disponibile i microprocessori POWER in licenza ad altre aziende, per la collaborazione e lo sviluppo aperti. OpenPOWER Foundation è una comunità di sviluppo aperta, che qualche anno addietro ha presentato all’Open Innovation Summit il suo primo system design e diverse innovazioni basate su POWER8.

La fondazione OpenPower ha ora annunciato nuovi contribuiti di IBM alla comunità open source che includono l’architettura POWER Instruction Set Architecture (ISA) e reference design hardware.

L’OpenPOWER Foundation farà parte di progetti e organizzazioni quali OpenBMC, CHIPS Alliance, OpenHPC e altre ancora, nell’ambito della Linux Foundation, l’organizzazione no-profit che sostiene lo sviluppo del kernel linux.

Non sappiamo se ci sarà qualcuno che avrò il coraggio di farlo ma, volendo sarà in pratica possibile ottenere una licenza per produrre processori con architettura POWER liberi dai vincoli di IBM. Hugh Blemings, General Manager dell’OpenPOWER Foundation riferisce di “possibilità pressoché illimitate”. Oltre che nell’ambito della comunità open source, l’architettura POWER potrebbe trovare spazio non tanto nell’ambito consumer ma in aree quali: industria, ricerca spaziale, salute, ecc.

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