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Prime impressioni d’uso del nuovo iPad Air 2

Il primo approccio con il nuovo iPad Air 2 è caratterizzato da due sensazioni. La prima è la ridotta dimensione, uno spessore diminuito di quasi un quinto che in mano si sente. L’apparecchio è anche più leggero rispetto al “vecchio” iPad Air, ma è soprattutto lo spessore a colpire la mano, facendoci ricordare che il tatto è il senso più attento e contemporaneamente difficile da ingannare.

La seconda cosa è lo schermo. Non quando è acceso, ma quando è spento. Cambia il riflesso di fondo, che diventa bluastro dal nero profondo, buio, degli schermi precedenti. Le nuove lavorazioni che Apple ha messo in piedi per dare più luminosità e meno riflessi (oltre che meno spessore) allo schermo dell’iPad Air 2 hanno come effetto collaterale di creare un piacevole riflesso nello schermo spento che lo rende ancora più intrigante.

Nei primi momenti non si nota tanto, ma dopo poco però comincia a diventare sempre più presente la sensazione dei nuovi comandi fisici. I pulsanti dell’iPad si sono ridotti, adesso sono più piccoli e taglienti, il pulsante per accendere e spengere l’apparecchio è retrocesso un po’ più nel retro, diventando leggermente difficile da raggiungere, mentre la mancanza del tasto per bloccare la rotazione, sopra i due del volume, è significativa e dopo un po’ fa sentire sul serio la sua mancanza. Dipende dallo stile d’uso, ma soprattutto per chi disegna – e quindi non vuole improvvise rotazioni dello schermo se inclina un pelo troppo la tavoletta da un lato – lo nota quasi subito.

Il procedimento tramite il quale Apple permette di aggiornare l’iPad non è rapidissimo: se si parte da zero bastano pochi secondi per essere operativi, tre minuti al massimo. Se invece si ha da partire da un backup, magari nel cloud, la cosa rischia di diventare impegnativa. Invece, lavorando su un backup su iTunes, che nel caso del recensore di questo apparecchio è contenuta in una libreria speciale dedicata e tenuta nel backup del computer e non sul disco principale per non ingombrare inutilmente spazio, le cose sono per fortuna più veloci.

ipad air 2

Ovviamente non cambia nulla dal punto di vista dei contenuti: le dimensioni dello schermo sono quelle, le icone e tutto il resto anche, non ci sono “salti di risoluzione” come sui due nuovi iPhone 6. Invece, le cose cominciano ad essere particolari per quanto riguarda i giochi e le altre applicazioni che richiedono un po’ più di birra. Su Internet si trovano numerosi test di vario genere che spiegano quali siano le percentuali fino al secondo o terzo decimale nei vari benchmark. Il vostro recensore può indicare la sensazione a pelle di cosa succede usando l’iPad Air 2 con applicazioni come X-Plane, Bioshock, Tomb Raider I, Galaxy On Fire II e l’ultimo Infinity Blade. Ed è notevole.

L’iPad Air 2 è sensibilmente più reattivo di tutti gli altri apparecchi iOs finora provati. E per “sensibilmente” si intende dire che va molto meglio della generazione di processori 32 bit e comunque molto più velocemente degli iPad 64 bit (gli Air di prima generazione e i mini retina 2). Soprattutto quando ad essere chiamate in causa sono applicazioni che facciano un uso pressante della grafica. È evidente che l’architettura del processore A8X serve molto in questo senso e che anche la presenza di due gigabyte di memoria Ram aiuta molto.

Nei prossimi giorni proveremo in maniera più dettagliata le funzionalità dell’iPad Air 2, utilizzandolo tutti i giorni come “iPad principale” e mettendolo sotto stress anche con carichi particolari. Al contrario di quanto si legge altrove, per ora non abbiamo notato particolari cali di autonomia nella batteria se non quelli fisiologici dei primi due cicli, durante i quali vengono utilizzate molto le connessioni per tutti i download e le sincronizzazioni del caso. Tra qualche giorno, quando tutte le varie funzionalità si saranno assestate e normalizzare, vedremo di capire meglio come funziona e quanto a lungo.

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