Certificazione IP per dispositivi elettronici, cos’é, a cosa serve e come si determina

Protezione IP, cos’e, a cosa serve e come si determina

Il mondo degli smartphone odierni ha abituato l’utenza alle certificazioni IP, come può essere ad esempio IP54 o IP65. E’ vero, la maggior parte dell’utenza riconduce questo codice, almeno genericamente, alla impermeabilità dello smartphone, ma nello specifico potrebbe sfuggire ai più l’esatto significato dei numeri. Ecco cosa significano esattamente.

Il codice IP, o grado di protezione IP o marcatura internazionale di protezione, si traduce letteralmente in lingua inglese con “Ingress Protection”, che si abbrevia, per l’appunto, in IP. Le due lettere, vengono seguite da due numeri: la prima cifra indica la protezione in ingresso da oggetti solidi, come ad esempio la polvere, mentre la seconda cifra identifica il grado di protezione rispetto ai liquidi, come l’acqua. Ed allora, seguendo la tabella che abbiamo preparato in basso, è facile capire l’esatto significato di una certificazione.

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Prendiamo l’esempio di iPhone 13, che Apple certifica come IP68. Seguendo i parametri della tabella soprastante, si comprende che l’ultima serie di iPhone 13 è, anzitutto, impenetrabile dalla polvere e ha un grado di protezione continua da immersione in acqua. Ci sono, poi, delle specificazioni da fare, che in particolare riguardando anche gli smartphone, con riferimento alla protezione da liquidi.

Se si guarda alla seconda cifra della tabella:

1 – la protezione vale in genere per la caduta in verticale di gocce d’acqua, per una durata di 10 minuti. In questo caso, i test intendono acqua equivalente a 1 mm di pioggia al minuto. Ovviamente, non vuol dire che all’undicesimo minuto di pioggia lo smartphone smetterà di funzionare, ma i test certificano solo i primi dieci minuti;

2 – in questo caso la protezione è da caduta di gocce d’acqua con inclinazione massima 15 gradi, sempre per 10 minuti totali, con 2 minuti e metto per ogni direzione di inclinazione. In questi caso, la protezione è superiore rispetto al grado precedente, con acqua equivalente a 3 mm di pioggia al minuto;

3 – il test certifica la pioggia nebulizzata tramite apposito spray per almeno 5 minuti, o con tubo oscillante per almeno 10 minuti;

4 – protezione da spruzzi con un tubo oscillante con durata del test di 10 minuti;

5 – protezione da getti d’acqua per 1 minuto al metro quadro per almeno 15 minuti, con un volume d’acqua di 12,5 litri al minuto

6 – Protezione da ondate per 1 minuto per metro quadrato, per almeno 3 minuti, con volume d’acqua di 100 litri al minuto

7 – protezione da immersione temporanea fino a 1 m di profondità per massimo 30 minuti; immersione con punto più basso dell’involucro a 1000 mm sott’acqua, o con il punto più alto a 150 mm sotto la superficie, a seconda di quale punto sia il più profondo.

8 – protetto da immersione permanente con condizioni più rigide rispetto al grado di certificazione di IPX7, per una durata maggiore o uguale a 30 min, tipicamente pari a 24 ore. In questo caso, la profondità di immersione è maggiore di 1 m, solitamente tipicamente oltre 3 metri. Per tornare all’esempio di iPhone 13, Apple certifica una profondità massima di 6 metri fino a 30 minuti secondo lo standard IEC 60529;

9 – protezione contro getti d’acqua ad alta pressione e a temperatura elevata, con pressione compresa tra 80 e 100 bar alla temperatura compresa tra 75 e 85 °C.

Come già accennato, le tempistiche dei vari gradi di protezione devono leggersi con una certa elasticità. Sempre nell’esempio di iPhone 13, non vuol dire che al trentunesimo minuto lo smartphone sarà da buttare, ma solo che il produttore lo certifica per 30 minuti. Ovviamente, il consiglio è quello di non provare neppure ad immergerlo, ma se proprio dovesse cadervi in acqua, sappiate che la speranza di trovarlo funzionante oltre la mezz’ora esiste.

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