Recensione LaCie 2big Thunderbolt 2, l’archivio senza compromessi

LaCie 2big Thunderbolt 2 è una unità di archiviazione molto interessante: capace e molto veloce, è adatta ai professionisti più esigenti.

LaCie 2big Thunderbolt 2 è un prodotto molto interessante: da un lato offre una velocità molto alta grazie alla connessione Thunderbolt 2, dall’altro permette grande elasticità nella configurazione dei dischi e nella loro manutenzione. Si tratta senza dubbio di un prodotto pensato per il mondo dei professionisti, per chi opera con video ad alta risoluzione (4K), o con progetti audio multitraccia, oppure fotografi che hanno a che fare con grandi quantità di immagini in RAW ad alta risoluzione. In pratica chi necessita di un grande canale dove far transitare una ingente quantità di dati in modo costante, e non può o non vuole avere tempi di attesa percepibili. A queste esigenze il grande disco di LaCie risponde in modo molto pronto: ci sono dei compromessi, ma per i professionisti si tratta di piccoli e semplici dettagli.

LaCie 2big Thunderbolt: Fedele alla tradizione

Esteticamente il disco appare fedele alla tradizione BigDisk di LaCie: corpo in metallo satinato grigio e LED azzurro ad indicare il funzionamento, che funge all’occorrenza anche da tasto per l’accensione (lo spegnimento avviene in automatico quando il disco non “sente” più un computer collegato). Ma in più in questo disco trovano spazio, lateralmente, altri due slot che ospitano i due dischi veri e propri (da 3.5″ a 7200 Rpm), mentre la prima parte serve solo come “cervello” per la gestione delle unità di archiviazione. Nella parte posteriore oltre alla griglia per il raffreddamento dei dischi, c’è la parte dedicata ai connettori, con una presa USB 3.0 e due Thunderbolt 2, per collegare in cascata sino a sei unità, niente male per chi ha bisogno di ampio spazio di archiviazione (esterno) ma non accetta rallentamenti del caso.

La parte dedicata alle connessioni prevede un piccolo sportellino removibile, che una volta chiuso blocca l’accesso alle connessioni e al cavo di alimentazione.

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La parte anteriore, apparentemente fissa, in realtà nasconde un meccanismo per cui è possibile rimuovere i dischi senza spostare il case, anche a caldo: la formattazione avviene tramite Utility Disco, che agisce sul volume o sui volumi messi a disposizione, ma è via hardware che è possibile intervenire sulla configurazione. Posteriormente, accanto ai connettori Thunderbolt, trova posto una piccola manopola che, una volta cliccata, permette di stabilire la tipologia RAID dei dischi, scegliendo tra FAST (un unico volume dato dalla somma dei due dischi, il cui accesso è molto veloce perché la scrittura avviene in parallelo), SAFE (due volumi, di cui uno solo visibile all’utente, l’altro agisce in modo speculare ed entra in caso di problemi) e JBOD (due volumi separati, uno per disco).

Oltre a questi, è possibile installare l’App LaCie Desktop Manager, che in pratica funge da “occhio vigile” nel caso ci siano dei problemi con il disco, segnalandoli sia all’interno dell’App sia via email ad un numero di indirizzi. Questo è un benefit non da poco, perché il disco è pensato per restare sempre acceso, magari accanto ad un Mac che può lavorare per 16-18 ore al giorno (dividendosi tra più utenti), per cui anche il più piccolo problema può risolversi davvero in fretta. Durante i nostri test un guasto di uno dei dischi ha comportato una segnalazione sia dell’unità (tramite un flash rosso nel LED frontale) sia via mail: intervenuti tempestivamente, abbiamo sostituito l’unità difettosa e lasciato poi che il disco eseguisse la ricostruzione del disco nuovo in totale autonomia (era predisposto in modalità SAFE).

Unico difetto riscontrato nel LaCie 2big Thunderbolt è una certa rumorosità data da una parte al sistema elettrico, dall’altra alla vibrazione, che i piedini in gomma non riescono a contenere del tutto: un aspetto senza dubbio secondario, date le prestazioni, che che pongono il disco come poco ideale per il salotto e più propenso per un ambiente professionale.