Recensione N5810Pro, il Nas professionale di Thecus

N5810Proè un NAS Thecus professionale che punta sulla potenza e sulla ridondanza: per il piccolo ufficio e un po' di più

All’interno dell’affollato mercato dei Nas professionali i modelli della serie Thecus si destreggiano per la qualità costruttiva e la verticalizzazione dell’offerta. A Macitynet abbiamo testato il nuovo modello N5810Pro caratterizzato tutta una serie di opzioni di ridondanza sia elettrica che per quanto riguarda i dati, utili a garantire la continuità del lavoro in ogni situazione.

Fuori dalla scatola

Il N5810Pro in prova si presenta come un monolito nero di dimensioni importanti: la parte frontale è dominata dai cinque bay per gli hard disk da 3,5″, la cui apertura è gestita da una chiusura a chiave (inclusa all’interno), e da tutta una serie di led di colore bianco che mostrano a prima vista il funzionamento dell’intero NAS anche senza il collegamento attivo.

Fa capolino nella parte inferiore un display monocromatico con una serie di piccole regolazioni manuali che permettono un intervento in caso di dispositivo privo di rete.

Dei nostri test questa eventualità non si è mai presentata, anche perché nella parte posteriore sono presenti ben cinque prese, configurabili separatamente, che garantiscono una notevole flessibilità operativa permettendo anche una ridondanza dal punto di vista del  network.

Il display monocromatico è comunque interessante perché offre tutta una serie di informazioni reperibili facilmente in locale del dispositivo senza per questo dover utilizzare un Mac o un Tablet con un collegamento per i dati di base.

Chiude la rassegna delle porte un connettore USB-A 3.0 di ingresso frontale e altri due nella parte posteriore (con possibilità di utilizzare tranquillamente anche dischi formattati in HFS+, il filesystem per Mac), utili per il collegamento di periferiche come tastiere e mouse (che potremo usare per la navigazione web tramite TV) e una porta HDMI per l’utilizzo di un display come riproduzione multimediale o navigazione internet.

Su questo punto però dobbiamo sottolineare che all’interno della scatola manca il telecomando, seppure la natura stessa di questo device non si presti moltissimo ad un utilizzo così basilare come un semplice riproduttore di filmati o di foto: è comunque possibile utilizzare le App per Smartphone per pilotare il software KODI una volta avviato.

Esteticamente la forma e soprattutto le caratteristiche lo rendono ideale per il piccolo o medio ufficio o anche per la grande azienda che ha altri server o NAS per l’archiviazione ma desidera un apparato studiato appositamente per i dati più importanti, che offra opzioni di ridondanza che i server magari non offrono.

N5810Pro, ridondanza prima di tutto

L’aspetto che più di tutti permea questo N5810Pro è senza dubbio la ridondanza, presente in ogni particolare. I cinque bay permettono di utilizzare cinque dischi SATA in modalità Raid 0, 1, 5 o 6 oppure anche come dischi singoli JBOD. In particolare, la modalità Raid 6 permette l’accesso ai file in sicurezza anche con la rottura simultanea di ben due dischi.

Tra l’altro, durante la fase di creazione dei set Raid 0 o 1, il sistema operativo TheCus 7 chiede all’utente di indicare un terzo disco di sicurezza, che normalmente non è impiegato ma che si attiva in automatico alla rottura di uno dei due dischi del set raid, e che resta impegnato sino alla sostituzione effettiva (ridondanza sulla ridondanza).

Nei nostri test abbiamo utilizzato dischi Seagate della serie IronWolf, specificatamente pensati per l’utilizzo con i NAS: le unità ci sono piaciute molto, sia per quanto riguarda la prontezza che per la rumorosità, seppure questo non sia un fattore determinante in questo genere di archiviazione: gli utenti interessati a queste unità possono trovarle direttamente presso Amazon nei tagli da 6TB, 4TB, 3TB e 2TB.

Discorso diverso per le porte Ethernet, che possono essere impiegate singolarmente ma anche con il supporto per l’aggregazione di link, per cui collegate ad un router dedicato possono offrire un passaggio dati cinque volte superiore al Gigabit.

Nella fattispecie non abbiamo provato questa configurazione perché sin troppo specifica: possiamo dire che il Nas, collegato via cavo ad una base Airport che fungeva da switch ad un router Fastweb, le prestazioni sono state vicine a quelle del Gigabit, per cui abbiamo potuto utilizzare tranquillamente tutti i tipi di documenti direttamente dal NAS, inclusi film in streaming direttamente tramite il protocollo SMB con un iMac con macOS Sierra.

Chiude l’ultimo aspetto interessante, che riguarda l’alimentazione: nella parte posteriore è previsto l’alloggiamento di una unità a batteria, un piccolo UPS integrato che conserva vivo il NAS anche in caso di interruzione di energia elettrica: la batteria si ricarica con il normale utilizzo e si attiva in automatico da sola quando necessario per mancanza di energia per poi tornare in ricarica quando l’energia è stata ripristinata.

Questo aspetto, da non sottovalutare, permette la conservazione dei file temporanei.