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Recensione iPad Air di 4° generazione 2020: quasi un iPad Pro

È giunto il momento di cambiare iPad anche per gli utenti meno inclini agli aggiornamenti?  Questa e tante altre domande stanno agitando i sonni di addetti ai lavori, appassionati, curiosi e neofiti. Non sono stati da meno gli utenti storici dei computer Apple, che da settimane stanno cercando un valido motivo che giustifichi, agli occhi di mogli o mariti, compagne o compagni, genitori e magari anche figli, l’acquisto dell’ultimo oggetto del desiderio uscito dal cilindro dei maghi di Cupertino il 15 Settembre 2020.

La parabola discendente dei palmari e l’ascesa degli smartphone ha ridisegnato negli ultimi 10 anni il campo di battaglia e oggi l’offerta di soluzioni per il vero nomade informatico è ristretta a tre categorie di prodotti: i laptop leggeri (in casa Apple sono i MacBook Air), i tablet nelle loro diverse declinazioni di dimensioni e prestazioni (per Apple: iPad mini, iPad, iPad Air e iPad Pro) e gli smartphone anche questi nelle varie fogge per dimensioni e caratteristiche (i vari iPhone in casa Apple).

ipadair2020recensione01 scatola
In realtà, con la disponibilità di accessori quali tastiere, dispositivi di puntamento (ebbene sì, la trackpad è arrivata anche su iPad) e collegamenti a display esterni, i confini tra ciascuna categoria sono davvero sfumati, al punto che un iPad Pro e come vedremo, anche un iPad Air 2020, ben carrozzato va a sfidare MacBook Air e persino MacBook Pro 13” nel loro ambito di utilizzo. La stessa cosa si può affermare per iPhone 12 Pro che prova a insidiare iPad mini e iPad. Il marketing, in passato, definiva queste strategie come una sorta di «cannibalismo» interno alla stessa azienda.

Oggi invece le strategie vincenti sembrano essere quelle di assecondare, quasi senza soluzione di continuità, tutte le esigenze dei consumatori, anche al costo dei cosiddetti “overlapping”, ossia di prodotti con caratteristiche e costi diversi, ma che nelle loro diverse configurazioni vanno a occupare anche altre fasce di mercato. Lo stesso fenomeno si verifica nel settore automobilistico. 

Ecco quindi che iPad, nelle sue diverse configurazioni, per esempio per noi che facciamo dello scrivere un mestiere, quando dotato della tastiera e dell’applicazione adeguata diventa un computer a tutti gli effetti, col valore aggiunto, fondamentale per noi creativi, di essere un oggetto intrigante, appagante e in grado di stimolare le idee tanto quanto sapevano fare una bella penna, non necessariamente costosa, e un candido foglio di carta, la mitica lettera 22 o un Macintosh con il display verticale.

Seguiteci alla scoperta delle caratteristiche del nuovo iPad Air 2020 che col chip Apple A14 Bionic, stretto parente del nuovo Apple M1 appena presentato, promette faville.

iPad Air unboxing

Il modello oggetto del test è il top di gamma con capacità di 256 GB e dotato di connettività Wi-Fi e cellulare. La livrea con cui ci è stato consegnato è di un bel celeste metallizzato che Apple definisce Sky Blue per gli anglofoni e semplicemente Celeste per noi italiani. Le altre configurazioni disponili sono quella con 64 GB di spazio di archiviazione e quella senza connessione cellulare. Al momento non è prevista la configurazione intermedia da 128 GB. I colori tra cui è possibile scegliere, oltre al Celeste, sono il Grigio siderale (Space Grey), l’Argento (Silver), l’Oro rosa (Rose Gold) e il Verde (green).

La scatola è leggermente più piccola e sottile di quella dei modelli precedenti e presenta la rimozione facilitata del cellophane di rivestimento. All’interno, oltre a iPad protetto da rivestimento di plastica troviamo l’alimentatore da 20W con presa USB-C, il cavetto USB-C e il classico cofanetto striminzito con le brochure per le istruzioni rapide in diverse lingue, i due adesivi della mela mordicchiata e il dispositivo in ferro per la rimozione del cassettino della SIM (il ferretto in Liquid Metal dei primi iPhone e iPad è solo un ricordo).

In generale Apple ci ha abituato a considerare iPad Air un modello base con funzionalità maggiorate (come nel modello del 2019) oppure un top di gamma semplificato. iPad Air 2020, con il moderno design che ricalca quello di iPad Pro si presenta come un dispositivo davvero nuovo e non come un ritorno al passato. Anzi, se proprio vogliamo andare per il sottile, va detto che il design di questo iPad Air, come quello di iPad Pro, richiama quello degli iPhone 4 e 5 che forse Apple aveva deciso di abbandonare troppo presto in favore delle forme sinuose degli iPhone 6, 7 e 8 che oggi appaiono paradossalmente più datate.

Crediamo che le forme squadrate con angoli arrotondati che di fatto Apple aveva rispolverato con iPad Pro nel 2018, siano una sorta di marchio di fabbrica e secondo noi ha fatto bene Apple a reintrodurle nei nuovi iPhone 12 e 12 Pro.

Connessioni fisiche col mondo esterno

La prima sorpresa è il passaggio da Lightning a USB-C per la ricarica e le connessioni a periferiche esterne che ora, si spera, saranno più facili da reperire. Quindi l’auspicata apertura verso la moltitudine di dongle e accessori USB-C in commercio pare cosa fatta. D’altro canto gli utenti di modelli precedenti devono essere consapevoli che, di fatto, gli accessori sono quelli degli iPad Pro e che le vecchie tastiere e soprattutto l’Apple Pencil di prima generazione non funzionano con questo iPad Air. D’altra parte l’ottima Apple Pencil di seconda generazione e la pletora di tastiere tra cui la meravigliosa, anche se costosetta, Magic Keyboard non faranno rimpiangere le vecchie periferiche.

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iPad Air 2020, inoltre, è dotato, alla stregua di iPad Pro, di smart connector che siamo certi darà il la a una serie di accessori, tra i quali auspichiamo una tastiera con supporto per usare iPad in verticale, un must per chi scrive. Al riguardo, infatti, riteniamo che l’usuale configurazione generale dei tablet in orizzontatale, sia solo indice di una sorta di complesso di inferiorità nei confronti dei laptop leggeri e dei cosiddetti sub-notebook, mentre per molte categorie di utenti, ci riferiamo per esempio a scrittori e disegnatori, ma non solo a loro, l’idea del foglio bianco in verticale è alla base delle fatiche quotidiane. 

Sotto il cofano

Le caratteristiche parlano da sole: display da 10,9 pollici con risoluzione di 2360 x 1640 pixel con refresh rate di 60Hz, luminosità di 500 cd/m2, processore Apple A14 Bionic 6 core a 3 GHz, coprocessore Apple M14, 4 GB di RAM, batteria da 28,6 watt, fotocamera frontale da 7 megapixel e posteriore da 12 megapixel grandangolare, due microfoni e due altoparlanti, Wi-Fi 6 802.11ax e Bluetooth 5.0.

Rispetto ad iPad Pro mancano la doppia telecamera e la tecnologia ProMotion per il display, gli altoparlanti sono due invece di quattro, e invece di Face ID c’è un TouchID integrato nel tasto di accensione, sul cui funzionamento ci soffermeremo fra breve. In favore di iPad Air va ricordato il chip A14 bionic, più performante del già ottimo A12Z Bionic di iPad Pro. 

Il chip Apple A14 Bionic è davvero uno stretto parente del chip M1 che ha fatto da poco il suo esordio in MacBook Air, MacBook Pro 13” e Mac mini. Entrambi sono prodotti con tecnologia a 5 nanometri (https://www.macitynet.it/la14-di-apple-e-il-primo-chip-a-5nm-prestazioni-superiori-su-quasi-tutta-la-linea/), mentre il chip Apple A12Z Bionic è basato su tecnologia a 7 nanometri ed è meno performante, sebbene la GPU superiore del modello Pro consenta di recuperare lo svantaggio.

Dai benchmark che girano in rete e che ripeteremo nei prossimi giorni, emerge che iPad Air 2020 nel test “single-core” batte agevolamene di un buon 50% sia iPad Pro 11” che 12,9” (Geekbench 5.0 Pro: iPad Air 1584, iPad Pro 11” 1119, iPad Pro 12,9” 1117), mentre le prestazioni “multi-core”, lo pongono solo marginalmente al di sotto. iPad Pro ha un chip 8-core mentre iPad Air un 6-core.

Il display di iPad Air ha le stesse dimensioni di quello di iPad Pro 11” (appena un decimo di pollice più piccolo, ossia 2,5 millimetri) e un refresh rate di 60 Hz contro i 120 Hz dei due modelli Pro: faremo prove approfondite, ma al momento le animazioni ci sembrano eccellenti e i nostri piccoli amici che, con le scuole chiuse per l’epidemia, hanno stressato iPad Air con film e giochi, pare abbiano gradito e apprezzato la qualità delle immagini.

Touch ID laterale

Il pulsante di accensione, variamente definito come “power button” o “top button”, di iPad Air 2020 è leggermente più grande di quello degli altri iPad, per consentire la lettura dell’impronta digitale. Il funzionamento è lo stesso del vecchio sensore Touch ID nel tasto Home, abbandonato da iPhone X in poi, e presente su iPad fino alla settima generazione: si preme e si attende un attimo per consentire al sensore di leggere l’impronta.

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Prezzi

A fronte di un prezzo di attacco particolarmente interessante (669 euro per iPad Air Wi-Fi con 64 GB di archiviazione), si passa subito a 839 euro per portare lo spazio di archiviazione a 256 GB e qui si fa sentire la mancanza di un modello intermedio con 128 GB.

I due modelli con connessione Wi-Fi e Cellulare costano rispettivamente 809 euro (modello con 64 GB) e 979 euro (modello con 256 MB). Ricordiamo che insieme alla presentazione di questo nuovo iPad Air è stato aggiornato anche il modello base di iPad (giunto all’ottava generazione) che ora sfoggia un processore A12 Bionic (lo stesso di iPhone XS, che è ancora un ottimo telefono) e Touch ID su tasto di accensione, con prezzi da 389 euro per il modello solo Wi-Fi con 32 GB di archiviazione a 629 euro per il modello Wi-Fi e cellulare con 128 GB di archiviazione.

Apple, con iPad di ottava generazione e iPad Air di quarta generazione, copre tutte le esigenze da 32 GB (solo iPad) a 256 GB (solo iPad Air), passando, alternando i modelli, per 64 GB (solo iPad Air) e 128 GB (solo iPad), con un certo overlapping a cui abbiamo fatto riferimento più sopra. 

Prezzi su Amazon

iPad Air prende il design di iPad Pro, ma con più colori a disposizione

Conclusioni (momentanee)

Anni fa, passando in rassegna i diversi sistemi operativi per smartphone scrivemmo che era prossimo il momento in cui questi dispositivi sarebbero assurti a strumenti indipendenti e non più mere appendici dei computer, all’epoca necessario per l’installazione dei programmi e la sincronizzazione di file e dati. Da qualche anno ormai iPad si è affrancato dal computer fisso e cammina da solo e come strumento di lavoro, riteniamo sia ormai, a dieci anni esatti dalla sua introduzione, insostituibile.

Seguiteci nelle prossime puntate alla scoperta degli strumenti che continuano a rendere iPad il più efficace compagno di viaggio dai tempi dell’invenzione della penna a sfera.

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