Recensione QuarkXPress 2018, l’impaginatore classico che guarda al futuro

Tra le novità di QuarkXPress 2018 c'è qualche cosa di davvero interessante, che in questa versione si intravede appena

QuarkXPress 2018, recensione dell’impaginatore classico che guarda al futuro

La novità più grande di QuarkXPress 2018 non si vede se non la si cerca: e anche quando appare secondo noi non si mostra per tutta la sua potenza e versatilità.

Un po’ perché in questo mestiere si tende a cercare sempre l’immediatezza e la tradizione, ma anche perché per capire bene l’importanza dei Javascript e del nuovo DOM serve avere conoscenze medio alte che magari chi fa questo mestiere da diversi anni non ha.

Ma il passaggio è fondamentale e fanno bene quelli di Quark ad andare in questa direzione, perché i mercato è molto difficile e le competenze serviranno sempre di più.

QuarkXPress 2018, recensione dell’impaginatore classico che guarda al futuro
La nuova interfaccia di QuarkXPress 2018

QuarkXPress 2018, la recensione

Prima novità, l’interfaccia

Prima di addentrarci sulle cose più succose vediamo alcune novità più di forma: l’interfaccia del nuovo QuarkXPress 2018 è stata rivista e adesso è ancora più duttile: l’App non abbandona l’idea di monopannello che oramai la caratterizza da diverse versioni, ma la rende molto più comoda.

Il monopannello delle misure raggruppa più pannelli con un comodo switch a sinistra, che può essere ancorato al lato destro dello schermo come reso fluttuante.

Serve ammettere che oltre che più bello adesso è anche più pratico, e che è comunque lasciata la libertà di lasciarlo in basso, come da tradizione.

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Esempi del nuovo pannello delle misure, qui in versione verticale

La nuova configurazione del pannello delle misure rende molto bene nei computer con risoluzione più bassa, perché va a sfruttare di più la larghezza invece dell’altezza (dove ci sono più pixel).

Ciononostante, manca ancora il supporto all’aggancio laterale tra i pannelli, cosa che da un lato offre molta più libertà di posizionamento, dall’altra rende la gestione più complessa.

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Javascript e DOM

Quella che è sicuramente la novità più di rilievo non appare subito, ma serve cercarla: il pannello Javascript permette dal punto di vista più pratico di elaborare gli oggetti all’interno della pagina in modo molto veloce, tramite semplici automazioni.

All’interno del pannello ci sono diversi esempi pratici già pronti all’uso e anche per chi non ha nessuna dimestichezza con il linguaggio è molto semplice utilizzarli: se selezionano gli elementi prima e la voce all’interno del pannello poi, e si clicca sul tasto esegui.

Tutti i javascript sono liberamente evitabili a piacere, ed è pure possibile crearne degli altri (noi abbiamo utilizzato per questo BBEdit, a cui siamo affezionati).

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la potenza di Javascript, qui per lo scambio delle foto

Da un punto di vista pratico questa novità è interessante, ma guardando meglio l’adozione di Javascript è senza dubbio un passaggio cardine per QuarkXPress, perché modernizza moltissimo una struttura che che tendenzialmente rimarrebbe molto più tradizionale.

Questo si evince anche dall’adozione di un DOM (Document Object Model, sostanzialmente il modo in cui sono descritte le parti del documento) interno molto simile all’HTML5, il che rende tutto molto più malleabile e che permetterà al software di crescere in un modo molto elastico e moderno nelle prossime versioni.

Quest’ultima novità non ha adesso una valenza pratica per chi lavora, se non nella presenza del pannello JavaScript Debugger, molto simile al pannello Developer di Safari.

Vedremo comunque nelle future versioni come questa particolarità sarà sfruttata.

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Il colore dei font

Passando su un lato più pratico, che sicuramente i nostri lettori apprezzano di più, c’è il supporto pieno ai Color Font OpenType: si tratta sostanzialmente di un sottogruppo di font OpenType che tra le caratteristiche includono anche il colore e/o le sfumature.

Il supporto a questo tipo di font è davvero comodo e va sottolineato che QuarkXPress è tra i primi software commerciali di fascia professionale ad adottarli in modo pieno e completo.

I vantaggi in questo senso sono molto alti, perché permettono un impatto molto bello sui titoli o su elementi decorativi, che sino a prima necessitavano di un editor esterno.

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Sempre per quanto riguarda i font possiamo trovare altri miglioramenti come i set di stili OpenType, molto comodi da riutilizzare in varie parti dell’impaginato e anche la completa sincronizzazione tra stili di linea e stili di testo.

Questa novità manda in pensione uno degli insegnamenti più elementari per chi fa tipografia digitale, e cioè l’attenzione sugli stili di linea (grassetto e italico) rispetto alle variazioni imposte dal font: l’uso degli stili di linea è pericoloso perché può succedere che una stampante o un output non riesca a capire che un font Regular messo in grassetto equivale alla variante Bold dello stesso font.

Qui la traduzione, in tempo reale, la fa QuarkXpress 2018, quando clicchiamo sull’opzione grassetto la font selezionata diventa automaticamente nella versione Bold (se esiste).

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Un Javascript di QuarkXPress 2018, qui editato in BBEdit

Compatibilità al 100%

Migliora anche la compatibilità con il resto del mercato: già nella versione 2017 era possibile copiare elementi da InDesign e incollarli in un documento di QuarkXPress in modo molto semplice, mentre adesso è addirittura possibile convertire un documento IDML (partendo dal comando apposito nel menu File), con un risultato completamente editabile.

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Questo aspetto permette una ampia collaborazione tra i due programmi e un passaggio morbido tra le piattaforme per chi decide di non aggiornare più InDesign.

Manca invece l’esportazione in formato InDesign o IDML, anch’essa molto comoda per le stesse ragioni.

Oltre a questo, è stato migliorato anche il supporto al formato PDF, che adesso arriva alla versione X/4 con tag incorporati.

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Non solo carta

Le ultime novità maggiori riguardano le possibilità di esportazione, che vanno ben oltre la carta (dove non vediamo invece novità di rilievo).

Il formato HTML5 è stato migliorato rispetto a quello già ottimo della versione precedente, che era addirittura responsive.

Molto bella invece l’esportazione per Android, che QuarkXPress 2018 risolve grazie alla tecnologia di App Studio, la piattaforma per la creazione di App per il Digital Publishing.

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La finestra di esportazione automatizzata di una App per Android

In QuarkXPress 2017 l’intero processo di esportazione per iOS è stato automatizzato all’interno del pannello di esportazione, con la richiesta di certificati e degli elementi base, con un processo eseguito dal server remoto (chi ha mai fatto una App sa quanto questo significhi).

Nella versione 2018 il tutto è stato ampliato anche per Android, il che significa (molto) meno lavoro e la possibilità di pubblicare infinte App per iOS e Android, il che non poco.

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La stessa pubblicazione, qui in HTML5 visualizzata con Safari

Considerazioni

QuarkXPress 2018 si mostra come un ottimo miglioramento di QuarkXPress 2017, ma anche di QuarkXPress 2016 che l’aveva preceduto, con sostanziali modifiche al codice interno per prepararsi al futuro e concreti miglioramenti alle funzioni, che sono quelle che di più chiedono gli utenti.

Qualche cosa da migliore c’è ancora riguardo all’interfaccia e vorremmo anche vedere una maggiore velocità nell’insieme, ma apprezziamo la costante voglia di migliorare e misurarsi in un mercato che diventa ogni giorno più difficile e il cui futuro è incerto sulla strada da cogliere.

Proprio per questo, la scelta di adottare una struttura molto vicina all’HTML5, come già fatto con App Studio, è una scelta sicuramente positiva e che con il tempo pagherà sicuramente, anche se adesso gli utenti non ne vedranno vantaggi evidenti.

QuarkXPress 2018 è distribuito in Italia da Espresso, ma può essere acquistato anche online sia come versione full che come aggiornamento da una versione precedente.

Pro
• Automatizza la creazione di App
• Supporto alle Color Font
• Incredibile supporto all’automazione via Javascript
• Introduzione di un DOM molto vicino all’HTML5

Contro
• Interfaccia migliorabile
• Resta un po’ lento

Prezzo: 829,00 Euro (versione Full, senza abbonamento), 185,00 Euro (Upgrade dalla versione 2017), 399,00 Euro (Upgrade dalla versione 3 o successive)